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Nuove estrazioni, i comuni “resistono”
No alle ricerche di idrocarburi

Basilicata

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I territori si oppongono a nuove attività di prospezione ed estrazione. Ieri pomeriggio, quasi in contemporanea, due differenti riunioni tra amministratori, di diverse parti della regione, hanno ribadito la contrarietà alle due istanze di permesso di ricerca idrocarburi denominati “La Bicocca” (Vulture) e Muro Lucano. Nonostante i pareri contrari dei comuni già espressi nella fase di screening, ha deciso di attivare la Valutazione di Impatto Ambientale. Ma le amministrazioni non mollano. Almeno fino a quando potranno. Con lo Sblocca Italia, e a partire dal primo aprile, gli enti locali nulla potranno rispetto a decisioni che verranno assunte altrove.

A Melfi i sindaci del Vulture: «Estrazioni incompatibili con le produzioni locali»

Un forte no. E’ quello che si alza a gran voce dalla sala della giunta del Comune di Melfi, dove il primo cittadino, Livio Valvano, il sindaco di Barile, Antonio Murano e quello di Rapolla, Michele Sonnessa, hanno voluto ribadire contrarietà all’istanza di prospezione presentato dalla Delta Energy per la concessione Bicocca.
Al presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, i primi cittadini dell’Area del Vulture chiedono di convocare, con la massima urgenza, «un tavolo tecnico che coinvolga tutte le istituzioni preposte, ivi compreso il ministero dello Sviluppo economico, allo scopo di restituire tranquillità alle comunità insediate sul territorio che progettano, investono, programmano e promuovono un’area che si caratterizza di risorse eccezionali ed uniche e che non può e non intende consentire l’insediamento di un’industria del tutto incompatibile». «La nostra non è una posizione politica preconcetta, motivata ad “avversare a prescindere”- si legge nella nota congiunta dei sindaci indirizzata al Presidente Pittella - l’insediamento dell’industria del petrolio. Il 18 Aprile 2013 presentavamo le nostre osservazioni proponendo formale opposizione al rilascio di quel permesso, illustrando le ragioni oggettive per le quali l’industria estrattiva di idrocarburi liquidi e gassosi è assolutamente incompatibile con il territorio del Vulture. Siamo certi che il presidente condividerà le motivazioni e riconoscerà fondati gli elementi che abbiamo già rappresentato al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata più di un anno e mezzo fa. Il Vulture ha già una sua forte vocazione, è costituito da un territorio abbastanza ristretto su cui è insediato un tessuto economico fortemente caratterizzato da elementi territoriali di grande qualità: l’uva, l’ulivo, l’acqua minerale, il grano, la castagna, la storia, il turismo, il vino, l’olio, l’industria agroalimentare, l’enogastronomia ed il paesaggio. Sono tutte risorse preziose che hanno richiesto importanti investimenti pubblici e privati. E’ un’economia insediata su cui il nostro territorio si gioca il futuro, del tutto incompatibile con l’ipotetico insediamento dell’industria estrattiva di idrocarburi. L’incompatibilità non è riferita solamente ai rischi ambientali e quindi al diritto alla salute dei residenti, tra l’altro già troppo stressato da alcune ferite, come quella di Fenice che va quanto prima rimarginata con la rimozione di quel corpo estraneo. La causa delle più forti incompatibilità va ricercata proprio nell’automatico ed inevitabile depauperamento dei valori di mercato che subirebbero i prodotti del sistema Vulture. Per questo dopo aver preso atto della determina dirigenziale emanata dall’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione, pur intuendone il messaggio positivo implicito in essa contenuto, tenuto conto che si è deciso di assoggettare alla più complessa procedura di Via la richiesta di semplice attivazione della procedura di verifica screening avanzata dalla società, riteniamo necessario ed indifferibile che si chiuda il procedimento amministrativo con una chiara ed inequivocabile decisione di archiviazione. Ci rivolgiamo al Presidente Pittella affinchè rapidamente concluda l’articolato iter amministrativo attraverso il coinvolgimento della Cirm per giungere così alla chiusura del procedimento».

EMILIO FIDANZIO

Muro Lucano, Mariani convoca i sindaci: «Serve un fronte unito»

Non è bastato neanche il “no” che l’amministrazione comunale di Muro Lucano aveva già espresso, a gennaio del 2013, all’omonima istanza di ricerca presentata da Italmin exploration E davanti alle procedure avviate dalla Regione per il rilascio dell’Autorizzazione d’impatto ambientale, il sindaco Gerardo Mariani ha riaperto il fronte di guerra. Ha convocato i sindaci dell’area interessata dall’istanza (e non solo) in un incontro aperto che si è svolto ieri pomeriggio, in cui non sono mancati momenti di tensione tra gli stessi amministratori.
E dopo l’apertura dei lavori, a prendere la parola è stato il sindaco di Grumento Nova, Antonio Maria Imperatrice: «Sono qui per raccontare quello che è successo in Val d'Agri in questi ultimi 20 anni.
Il petrolio ha portato grande preoccupazione per la salute e anche per possibili mutazioni genetiche future. Il petrolio ha portato anche tanti soldi alla Regione e comuni coinvolti. Viggiano percepisce 20.000.000 euro di royalties ma c’è un’enorme disparità nelle compensazioni ai comuni che sono interessati comunque dalle estrazioni».
A seguire l’intervento del primo cittadino di Balvano, Costantino Di Carlo: «Facciamo sì che questa battaglia riguardi tutti i sindaci lucani, quantomeno quelli della provincia di Potenza».
«Se ci sarà una battaglia dovrà essere condivisa e non individuale», ha aggiunto il sindaco di Satriano di Lucania, Vincenzo Pascale. «Non sono direttamente interessato - aggiunge il sindaco di Vietri, Carmine Grande - ma di riflesso ci sentiamo coinvolti. Sono venuto a dare solidarietà e sostegno agli altri sindaci.
Affonda il consigliere di Muro, Zaccardo: «Pittella si assuma le responsabilità di una decisione impopolare». La tensione sale con l’arrivo del consigliere regionale di Fdi, Gianni Rosa, a cui il sindaco Mariani nega l'intervento, per evitare eventuali strumentalizzazioni politiche. Fatto che fa andare sulle furie il sindaco di Vietri. Alla fine Rosa non ha avuto la possibilità di intervenire. Presenti in sala anche i primi cittadini di Savoia, Brienza, Bella, Castelgrande, Rapone, Picerno, Coliano e San Gregorio Magno.
Alla riunione hanno partecipato anche diversi cittadini che hanno espresso la propria contrarietà alle attività di ricerca idrocarburi.
Gli amministratori si sono lasciati con l’impegno a discuterne questa mattina nel corso della riunione dell’area programma convocata per le 11 e 30.

 

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