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Il caso Grenci finisce in Parlamento
Margiotta (Pd) a difesa della giornalista

Basilicata

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POTENZA - «Se il Tg3 Basilicata, oltre a fare domande agli studenti a Potenza con chiaro intento di delegittimazione, parlasse anche dei pozzi di estrazione, delle scelte scellerate della nostra classe politica, del raddoppio dell’incidenza tumorale, potrebbe davvero essere “servizio pubblico”, invece che al servizio del Pd».
E’ arrivato in Parlamento il caso del servizio andato in onda mercoledì nell’edizione delle 14 del Tgr Basilicata, sulla manifestazione anti-trivelle degli studenti di fronte alla sede dell’Agenzia regionale dell’ambiente.
A farsene latore è stata la deputata 5 Stelle Mirella Liuzzi, che è anche membro della commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisi, depositando un’interrogazione sull’accaduto al presidente della commissione e al presidente del consiglio d’amministrazione della Rai.
In realtà la questione aveva superato i confini regionali già nelle prime ore successive alla trasmissione del servizio, quando la polemica è iniziata a infuriare attraverso i social network. Tra i primi a intervenire a difesa dell’autrice, la giornalista Cinzia Grenci, era stato il senatore Pd Salvatore Margiotta. Non per niente vicepresidente della stessa commissione di vigilanza Rai.
«Vorrei che tanti giornalisti imparassero da lei». Ha twittato il più social dei parlamentari lucani. E a chi gli ricordava il rispetto dovuto ai ragazzi, in particolare ai loro «limiti» ha replicato che «certo», è dovuto. Ma nel servizio in questione: «non sono stati offesi. Sono stati mostrati -beati loro- per quel che sono». Scagliandosi contro gli organizzatori della manifestazione. «Chi li utilizza é meschino. Non loro».
Se la contrapposizione si ripeterà in commissione si vedrà non appena la questione verrà portata all’ordine del giorno. Certo è che molto dipenderà dalla risposta del presidente del consiglio d’amministrazione Rai, Anna Maria Tarantola, a cui Mirella Liuzzi ha chiesto, in generale: «quali iniziative, nell’ambito delle proprie competenze intendano intraprendere i vertici Rai, affinché i servizi giornalistici del Tg3 Basilicata siano effettivamente improntati ai principi di imparzialità, obiettività, completezza, anche prevedendo e garantendo, in futuro, il contraddittorio e il principio del pluralismo informativo, nel pieno rispetto, da parte della Rai, della sua mission di servizio pubblico».
La deputata lucana invita anche a «consentire l’acquisizione di spazi e dibattiti aperti anche ai comitati, associazioni e istituzioni che ritengono di individuare nell’estrazione di petrolio una pericolosità per l’ambiente e la salute e che propongono soluzioni virtuose e alternative secondo una visione futura nella quale siano ridotti o assenti i combustibili fossili; al fine di garantire il pluralismo, la lealtà e l’imparzialità dell’informazione sul tema».
Tra le critiche della Liuzzi al servizio si parla dell’evidente «volontà da parte della giornalista di dimostrare ignoranza da parte degli studenti sull'argomento “petrolio” in Basilicata, o meglio sulla quantità dei pozzi di estrazione presenti sul territorio o il contenuto letterale degli articoli del decreto “sblocca Italia”, e non quella di documentare e raccontare una manifestazione spontanea e genuina». Poi si lamenta che le domande siano state «chiaramente strumentali per dimostrare in modo assolutamente fazioso l’inconsistenza della manifestazione contro il petrolio, nonostante proprio in quelle ore, fossero stati distribuiti volantini e manifesti che illustravano chiaramente la motivazione della protesta e le richieste al Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella da parte degli studenti». Infine si stigmatizza che qualche ora prima delle interviste l’autrice del servizio avesse già chiarito il suo giudizio sulla manifestazione su facebook domandandosi se sono «più irresponsabili» i ragazzi che manifestano «o gli adulti che li coinvolgono».

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