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Alla festa del “compimese” la politica in prima fila
Gli “abitanti culturali” alle spalle

Basilicata

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Qual è stato e qual è il ruolo della politica nella corsa verso il 2019? La retorica imporrebbe il “percorso insieme ai cittadini”. La realtà indica una distanza che sembra non essere stata ancora completamente colmata e che può rappresentare, sotto diversi aspetti, la chiave di volta della seconda e più ardua parte della sfida vinta un mese fa.
Questo gap, però, ha diversi volti che non riguardano soltanto la preistorica concezione di quei politici ancora convinti che la stretta di mano rappresenti il vincolo indissolubile con il cittadino-elettore. La divisione passa anche da una concezione non del tutto superata del rapporto che il cittadino ha con il potere. Le ultime ore, a Matera, hanno mostrato entrambe le facce di questa medaglia che ci augureremmo essere destinata a finire fuori corso. Le sedie della platea di piazza Vittorio Veneto la cui sistemazione indicava una chiara differenza fra settori, ha lasciato la prima fila a rappresentanti delle istituzioni, politici di lungo e breve corso, quasi che la posizione arretrata indicasse un più risicato bacino di voti a disposizione.
Torna in mente, dunque, la parola d’ordine della candidatura: insieme ovvero mano nella mano, uno accanto all’altro confusi tra la folla.
L’altro volto del gap, d’altro canto, ha mostrato ancora una volta il peggio di se’ nel corteo che ha accompagnato il ministro Franceschini durante la sua visita a Palazzo Lanfranchi. Egregi “signor nessuno” pronti ad affrontare chilometri in auto, provenienti dalla provincia di Potenza e veloci come saette a posizionarsi accanto al ministro appena sceso dall’auto, a favore di telecamera. Non mancavano le signore imbellettate dotate di appendice fotografica e attente a non impallare i cameraman. Tutti pronti a dare le spalle al ministro, pur di essere inquadrati. E a Franceschini non è rimasto altro che chiedere “permesso” per poter muoversi.
Paolini, insomma, non ha insegnato niente. Nemmeno ad alcuni materani.

 

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