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Confindustria sconfessa la piazza
«Il petrolio, lavorato in sicurezza, è un'opportunità»

Basilicata

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POTENZA - Ad accoglierli non c’erano i manifestanti che solo qualche settimana fa li hanno contestati nella sede di Confindustria, a Taranto. Nel mese caldo delle proteste lucane contro lo Sblocca Italia e le trivelle di casa nostra, Total E&P Italia incontra stampa, imprenditori e qualche sindaco della Valle del Sauro per spiegare perché il petrolio è «una fonte di ricchezza», non il male assoluto. E nella sala dell’associazione degli industriali le voci contrarie della piazza sono più lontane che mai. Non ci sono nemmeno i sindacati, «anche se erano stati invitati», precisa il responsabile della comunicazione, Massimo Dapoto. Una cosa è certa, ci tiene a precisare il responsabile dell’ufficio di rappresentanza di Potenza, Giuseppe Cobianchi: «La volontà di Total è comunicare in maniera trasparente con tutti, e riuscire a integrarsi sempre più con i territori sui quali operiamo». E la francese del petrolio inizia da qui: dalla presentazione del primo rapporto relativo alle attività del 2013, per “misurare” gli effetti sull’economia locale nel primo anno di lavori a Tempa Rossa, dopo la conclusione dell’iter autorizzativo a fine 2012. Quello che è stato fatto, ma soprattutto quello che sarà, grazie allo studio commissionato da Total, elaborato dall’Università Luiss Guido Carli di Roma, sull’impatto degli investimenti della compagnia in Basilicata, in termini di effetti, sia diretti che indiretti, sull’economia lucana. Dal 2007, quando l’impresa è iniziata, fino al 2065.

(L'articolo completo sull'edizione cartacea in edicola)

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