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Come superare il disagio?
All’Unibas un convegno per discutere sul da farsi

Basilicata

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POTENZA - È come se sulla scia di Matera, capitale europea della Cultura 2019, anche Potenza, capoluogo di regione, abbia deciso di risvegliarsi dal suo torpore, dal suo «degrado» e di riscoprirsi bella o, se non proprio bella, quantomeno «affascinante». Ci ha provato ieri, nel corso di un convegno animato da Salvino Fiore, camice bianco da chirurgo “estetico”, e moderato dall’ingegnere Antonio Bixio.
Un incontro promosso da Unibas, Centro d’ascolto per il disagio (Cad) e Ordine degli architetti della Provincia di Potenza, durante il quale sono intervenuti, tra gli altri, Enza Tolla, Piergiuseppe Pontrandolfi, Umberto Petruccelli, Mauro Nelson Maldonato.
«Il senso del “disagio”, indotto sul cittadino dall’organizzazione della città e dall’ambiente urbano –ha spiegato Antonio Bixio dando il via ai lavori– è soffocato dal cosiddetto mal comune, ovvero dalla condizione di una comunità che accetta, più o meno inconsapevolmente, i malfunzionamenti e le brutture urbane ed architettoniche. Questo disagio si manifesta in un uno scarso senso di appartenenza alla città, in una sensazione di non identificazione che incide sulle abitudini del cittadino che poco hanno a che fare con il vivere una città».

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