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L'“Anatra zoppa” di Potenza
Oggi la sentenza per il ricorso dei non eletti

Basilicata

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POTENZA - Quello che i promotori del ricorso vogliono sottolineare è l’enorme paradosso che la norma elettorale ha creato. Una norma, quella dedicata all’attribuzione dei seggi e all’elezione del sindaco, pensata per garantire stabilità. A Potenza, però, ne è scaturita l’anatra zoppa. Una condizione che delinea un profilo «di illegittimità costituzionale».
In pratica l’ingovernabilità, con un consiglio comunale a maggioranza di centrosinistra e un governo sostenuto dal centrodestra.
Dario De Luca è stato eletto sindaco al secondo turno, nel ballottaggio con Luigi Petrone. Al primo turno nessun candidato sindaco aveva superato il 50 per cento dei voti. Traguardo ottenuto invece dalla coalizione di centrosinistra guidata da Petrone. Nell’assegnare i seggi, così, è stato applicato il comma 10 dell’articolo 73 del testo Unico degli Enti Locali: viene attribuito il 60 per cento dei seggi alle liste del sindaco eletto solo nel caso nessun altro raggruppamento di liste abbia superato il 50 per cento dei voti. Con il centrosinistra poco sopra la metà dei voti validi, non è stato assegnato il premio di maggioranza. Così è nata l’anatra zoppa di Potenza.

s.lorusso@luedi.it

(L'articolo completo sull'edizione acquistabile online e in edicola)

 

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