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Lo sfogo in aula: «Sono dei pazzi»
Poi si autosospende dal partito

Basilicata

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«SONO dei pazzi». Non è riuscito a trattenere la sua ira verso i giudici, Salvatore Margiotta, ieri pomeriggio a Potenza, subito dopo condanna a un anno e sei mesi per corruzione e turbativa d’asta.
Il senatore, che ha voluto assistere a tutte le udienze del processo riaperto a gennaio dalla Corte d’appello, ha abbassato lo sguardo e ripiegato il suo tablet prima ancora, che il presidente Vincenzo Autera finisse di leggere il verdetto. E mentre i magistrati guadagnavano l’uscita si è lasciato andare al suo sfogo.
«Oggi ho subito oggi un’ingiustizia di cui non riesco a farmi una ragione, combatterò, ricorrerò in Cassazione e sono certo che in quella sede farò valere le mie ragioni. Ma nel frattempo, a tutela del mio Partito, che amo e per il quale ho sempre lavorato, mi autosospendo dal Pd e mi dimetto da ogni carica, dal gruppo dei Senatori del Pd nonché da Vicepresidente e componente della Commissione di Vigilanza Rai». Ha commentato più tardi, a freddo, con una nota diffusa in serata.

l.amato@luedi.it

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