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Accolto il ricorso contro la condanna da 6 milioni di euro
per l’accreditamento del Cedal di Francavilla

Basilicata

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POTENZA - L’errore c’è stato, e chi ne ha beneficiato è stato il Cedal del senatore del Nuovo centro destra Guido Viceconte, del cugino Felice e dell’ex vicepresidente del Consiglio provinciale, nonché primo dei non eletti col Pdl alle scorse regionali Romano Cupparo. Ma si è trattato di un «errore scusabile», a causa di «incertezze interpretative» nell’applicazione della norma. Quindi niente maxi-risarcimento.
Lo hanno deciso i giudici di Palazzo Spada accogliendo il ricorso della Regione Basilicata contro la sentenza del Tar che all’inizio dell’anno aveva condannato via Verrastro a risarcire due milioni e 170 mila euro a Gennaro Bastanzio, titolare dell’omonimo laboratorio di diagnostica di Senise. Più interessi e rivalutazione monetaria. Per un totale che secondo i calcoli effettuati dagli economi della giunta «avrebbe sfiorato i sei milioni di euro».
A renderlo noto è stata proprio la Regione, difesa dall’avvocato Maddalena Bruno, evidenziando come la sentenza abbia escluso l’esistenza dell’«elemento soggettivo della colpa» a monte dell’errato accreditamento del Cedal nel comprensorio della vecchia Usl di Senise «per la branca specialistica della patologia clinica limitatamente ed esclusivamente al settore specializzato all’endocrinologia mediante diagnostica e dosaggi radioimmunologici».

l.amato@luedi.it

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