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«Serve un’inedita solidarietà»
L’ex sindaco Santarsiero su larghe intese e Pd a congresso

Basilicata

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POTENZA - «Ho governato per conto di un partito e di una coalizione. E il mio partito non permetterà mai che si compia un processo politico al gruppo dirigente uscente». Né, dice Vito Santarsiero, i democratici saranno così ingenui da far dividere il Pd su questo tema.
A metà tra auspicio e richiesta, lo sguardo dell’ex sindaco democratico di Potenza, oggi consigliere regionale, va dritto al congresso cittadino. Rinviato, chiesto, programmato. Presto, rispondono i dirigenti.
In quella sede inevitabilmente si discuterà di Potenza e del quadro in cui il capoluogo è immerso: verso le larghe intese con il centrodestra e con un dissesto finanziario votato anche dal Pd.

C’è una parte del gruppo dirigente critico sulla sua amministrazione.

«Credo che i giudizi siano figli anche della fase di stasi in cui versa il partito cittadino. Non c’è stato un momento di informazione né sulle vicende amministrative, né sul dissesto. Se ne è discusso invece con approssimazione e senza cognizione di causa».

Alla fine il dissesto è stato approvato a larghissima maggioranza.

«Continuo a credere che andava evitato, che è stata la scelta peggiore per la città. Noi abbiamo sempre evitato di perseguirla. Io ho difeso le scelte e le attività fatte da amministratore anche in sedi istituzionali come la Corte dei Conti».

A proposito di congresso, non sembra esserci grande unità. La sua area rivendica la segreteria?
«C’è in atto un confronto dialettico tra varie sensibilità, ma è un momento di grande responsabilità. Da troppi mesi in città il Pd non discute ed è necessario un fortissimo e unitario rilancio, in sintonia con le scelte maturate a livello regionale con la nomina Luongo».

Proprio lei ha avuto spesso un rapporto conflittuale con la città sulle scelte amministrative.
«Abbiamo trovato sempre un punto di equilibrio avanzato sulle grandi scelte. Anche sulla spesa del trasporto con il Cotrab, dopo aver ridotto di 700 mila chilometri il piano, in città si è aperto un fronte di protesta fortissimo. Paghiamo, è evidente, anche l’essere una città poco compatta: si impone un servizio più costoso rispetto a città simili per demografia. Quanto alla gara, la chiesi con forza e fu l’allora segretario a fornire in commissione le risposte su procedura e problemi».

Che cosa crede il Pd dovrebbe fare a Potenza?
«Oggi occorre occuparsi di Potenza e dei potentini, guardando non tanto alle poltrone, ma a una nuova ripartenza della città, ferma sulle grandi questioni da qualche mese. E in un quadro di limpide relazioni istituzionali non mancherà il contributo della Regione Basilicata».

Quindi anche con un governo di larghe intese?
«È ovvio che serve lo sforzo massimo e in questo momento la città ha bisogno di una inedita solidarietà, politica e amministrativa. Il che non significa palude o pattume. La città ha bisogno di largo confronto e dialettica positiva».

Spingerà per il sostegno al capoluogo?
«Certo, sempre. Magari avessi avuto io, che pure sono stato aiutato, condizioni tanto favorevoli nella disponibilità di viale Verrastro».

Il rapporto tra la regione e il capoluogo continua a essere molto teso.
«Potenza è un pezzo essenziale per lo sviluppo del territorio regionale. Dobbiamo affrontare questa emergenza ponderando capacità politica e amministrativa. Credo che oggi Potenza sconti sia una mancanza di strategia regionale, incapace di guardare ai centri urbani, sia l’assenza di una classe dirigente di alto livello come quella che si è avuta anni fino agli anni Novanta».

Che cosa le accade quando incontra i cittadini oggi?
«Io ho la coscienza pulita. Ma so anche che alla comunità è stato trasferito spesso un messaggio non veritiero: tutto cancellato, il lavoro, le cose buone, il rigore, e un solo responsabile».

Sente di doversi difendere?
«Credo ci sia molta strumentalizzazione, anche sul dissesto, per concentrarsi sugli interessi politici, non già sugli interessi della città. Continuare a tenere il dito puntato non lo accetto. Abbiamo definito la strategia di sviluppo Potenza 2020, recuperato parecchi milioni da investire, abbiamo programmato un progetto di edilizia sociale unico in Italia. Ci sono toccati debiti fuori bilancio e rata mutuo annuale».

Il sindaco De Luca, pur contestando il passato amministrativo, ha più volte sottolineato pubblicamente la sua onestà.
«Ho ringraziato personalmente De Luca, che continuo a considerare persona seria. Altra cosa però sono la politica, il garbo istituzionale e le questioni amministrative». 

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