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Jobs act, Speranza alza gli scudi
ma è bersaglio di tweet polemici

Basilicata

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POTENZA - E’ un tempo difficile per la politica. Le polemiche non si placano nemmeno a Natale. Sugli scudi in particolare il capogruppo del Pd alla Camera, il lucano Roberto Speranza che incassato il sì dell’aula sul Jobs act non si è trattenuto e rispetto ai “veti” degli alleati del Nuovo centro destra di Alfano ha twittato: «Buon Natale Sacconi!». Apriti cielo.
La provocazione di un giubilante Speranza (sempre più a suo agio nel ruolo di “mastino” di Matteo Renzi alla Camera) non è caduta nel vuoto. Gli ha replicato a muso duro Nunzia De Girolamo «Tu hai la speranza nel cognome ma le imprese che soffrono l'hanno appena persa. A voi interessano solo logiche interne al Pd».
Ad ogni modo per il governo nazionale e per Renzi è stato un risultato nazionale. I quotidiani nazionali dopo la riforma del lavoro incassata dal premier e segretario nazionale del Partito democratico parlano di un futuro del governo nazionale più roseo per il 2015.
Insomma di un colpo le elezioni politiche (c’era già chi parlava di un voto anticipato al prossimo autunno) si allontanano. O almeno non sono così scontate. Renzi aveva assoluto bisogno di evitare inutili tensioni ed è per il momento riuscito nel suo intento: il Jobs Act non ha spaccato la maggioranza né il Pd. Diventa complicata invece la posizione di quel piccolo gruppo di parlamentari del Pd che ha rifiutato la mediazione portata avanti dal governo con esponenti della minoranza interna come Roberto Speranza, Cesare Damiano, Guglielmo Epifani. L’asse Civati-Fassina-Cgil arriva a fine anno incassando l’ennesima battuta d’arresto.
Ovviamente questo per il nazionale. Ma, per come risulta sempre più evidente da mesi, le dinamiche politiche a Roma - soprattutto per quanto riguarda il Pd - si trasmettono a quelle regionali. E in tal senso anche per il presidente della Regione, Marcello Pittella, il segretario democratico Antonio Luongo (oltre che evidentemente per Speranza) arrivano notizie confortanti: il Pd tiene e la leadership di Renzi non è proprio in discussione.
E in un momento in cui il Pd lucano e il governo regionale sono sempre alle prese con le querelle infinite sul petrolio (a cui si aggiungono le proteste per il rischio posti di lavoro per 500 dipendenti provinciali che si svolgeranno in concomitanza della riunione del Consiglio regionale di martedì prossimo) e con le fibrillazioni interne al centrosinistra in vista di un imminente rimpasto di giunta le “buone” notizie che arrivano da Roma possono rappresentare una boccata di ossigeno. In pratica vale il discorso: “criticate quanto volete ma alla fine i fatti ci danno ragione”.
Per il resto comunque, il governatore Pittella è chiamato a un appuntamento delicato martedì prossimo. Al netto della relazione sulla Finanziare regionale non si placano le polemiche e richieste di chiarimento sull’articolo 38 del decreto Sblocca Italia. Marcello Pittella sarà di certo chiamato a dare risposte definitive sull’impugnazione alla Corte costituzione dell’articolo 38 anche se è chiaro che che il governo regionale è soddisfatto di quanto ottenuto dal Governo nazionale in sede di Legge di Stabilità. Ma la comunicazione ha le sue ritualità.

s.santoro@luedi.it

 

 

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