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Così è (se vi pare). Il bilancio di Pittella
«Nessuno può fare miracoli in un anno»

Basilicata

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POTENZA - La Giunta, fosse per lui, non la cambierebbe. Così ha dichiarato. Ma la cambierà entro la fine di gennaio. Non c’è dubbio. Questo per gli assetti politici. In ogni caso la partenza è stata di “corsa”: «La Basilicata è una Ferrari il cui motore deve essere messo a regime per lanciarla ad alta velocità». E’ la metafora di fine anno del presidente della Regione. Pittella ha quindi parlato di una Regione dalle tante qualità «non tutte ancora espresse».
E’ questo l’incipit iniziale. Insomma sempre di sport si tratta. Non ci sono risultati calcistici questa volta, ma c’è il ricorso alla suggestione motoristica. Poi il governatore come è suo stile (e non una emulazione di Renzi come spiega alla fine con il sorriso ai giornalisti) inizia a sciorinare dati con l’aiuto di alcune slide colorate piene di numeri e capitoli. Fa il resoconto di un anno “vissuto intensamente”.
Non sono stati 12 mesi semplici. Per la crisi economica e sociale. E per le tante emergenze. Basti pensare che nell’atrio della sala della giunta in attesa che la conferenza di fine anno si concludesse c’erano i sindacati di polizia. E per non farsi mancare nulla nel primo pomeriggio il presidente della Regione ha anche incontrato una delegazione dei dipendenti delle Province che rischiano (a causa della riforma nazionale Del Rio) il proprio posto di lavoro.
Ma Pittella non è parso dimesso o scoraggiato. Il piglio è sempre quello dei giorni migliori. Deciso e puntuale, Marcello Pittella ha fatto l’elenco dei risultati portati avanti nel corso di un anno. Le riforme degli enti su tutto ma anche il recupero di alcuni fondi (tra cui i 52 milioni del Cipe) che erano destinati a sparire. E poi varie manovre già messe in campo (alcune presenti nella Legge Finanziaria che il Consiglio regionale dovrebbe approvare subito dopo l’epifania) con appositi bandi o con proposte in itinere per favorire l’occupazione e il rilancio dei vari settori strategici dell’economia della Basilicata.
Ovviamente la conferenza di fine anno se da un lato è l’occasione per fare il punto sui 12 mesi appena trascorsi e per annunciare le idee per il nuovo anno, è anche il luogo ideale per lanciare messaggi politici. Innanzitutto sulla nuova giunta regionale che il presidente modificherà nelle prossime settimane. Non è il tempo per i nomi. Non ancora. Ma per i chiarimenti sì.
Innanzittuto il governatore ha fatto capire a chiare lettere che non vuole mettere sullo stesso tavole nomine degli enti regionali e nuovi assessorati. Su questo è stato chiaro quando ha “avvertito” i giornalisti: «Vi disturberò nei primi giorni di gennaio per altre due conferenze. Quella per la Finanziaria regionale dopo la sua approvazione e quella per le nomine degli enti».
Per la giunta? «Possibile che vi convochi anche per quella. Ma non subito». Insomma le nomine dei Direttori generali della Sanità e degli altri enti in scadenza sono certe e verranno effettuate al massimo entro la metà di gennaio. Per la giunta, le scelte potrebbero slittare a fine mese prossimo. Un messaggio lanciato al segretario regionale del Pd, Antonio Luongo che non è un mistero vorrebbe discutere di tutte e due le questioni contestualmente? Possibile.
Al suo fianco comunque, ieri, Marcello Pittella aveva due assessori in carica: Aldo Berlinguer e Flavia Franconi. Nessuno dei due è sicuro di essere riconfermato. Le ultime indiscrezioni parlano di un solo assessore tra i quattro nominati il 29 dicembre 2013 riconfermato al prossimo giro. Ma non è detto che i riconfermati, alla fine, non diventino due. In ogni caso sperano (in un bis) anche Liberali e Ottati. Ieri assenti.
Per le dichiarazioni ufficiali comunque Marcello Pittella non si è certo sbilanciato: «La giunta regionale sta facendo un ottimo lavoro, e sono molto soddisfatto». Per poi continuare: «Non sono io che chiedo un rimpasto. E’ la politica degli eletti che vuole dire, legittimamente la sua». Pittella ha quindi spiegato di essere aperto «al dialogo» ma con la precisazione ulteriore: «Il dialogo con i partiti comincerà solo dopo l’approvazione della Finanziaria e dopo le nomine».
Più chiaro di così. Ovviamente Pittella non ha mancato di ricordare di «essere uomo di partito» e di aver rispetto «delle forze politiche che lo hanno sostenuto in Consiglio e alle elezioni».
Insomma la sensazione è che stia per partire l’ennesima partita a scacchi con il Pd e con i partiti minori che compongono il centrosinistra. Un anno fa la scacchiera a un certo punto saltò in aria e Marcello Pittella andò avanti con una squadra di esterni (alla Basilicata e ai partiti). Questa volta dovrebbe andare diversamente. Almeno in parte. Per chiudere, il presidente della Regione ha lanciato anche alcuni spunti sulle macro-regioni: «Non sono per annessioni e fusioni, ma seguo con attenzione il dibattito».

s.santoro@luedi.it

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