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De Luca zittisce Giuseppe Giuzio (FdI) e la sua "caccia agli orchi"
«Basta, è il tempo di costruire»

Basilicata

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POTENZA - Giuseppe Giuzio ha iniziato il suo 2015 dicendosi «a caccia di orchi». Un proposito non proprio pacifico, quello dell’esponente di Fratelli d’Italia che, in una lunga nota, utilizza i toni tipici della caccia alla streghe. «È necessario continuare a denunciare il marcio che ancora si annida nel “sottobosco” della politica potentina e ciò ci impone una seria riflessione prima di siglare qualunque tipo di alleanza. Riflessioni tutte che devono avere certamente come punto di partenza la salvezza della città di Potenza ma senza dimenticare la strada maestra per cui ci siamo candidati: snidare e cacciare gli “orchi”».
Una dichiarazione di guerra a tutti gli effetti: «Negli ultimi giorni si sono letti comunicati stampa che denotano che la “belva” è appena ferita e sbava alla ricerca di potere. La “belva va domata” una volta per tutte senza compromessi e senza “regalare” poltrone, unico cibo che la sazia. La “belva” se vuole salvarsi deve scendere sul campo designato alle ultime elezioni dagli elettori: De Luca sindaco del centro destra. In caso contrario dovrà guardare la partita dagli spalti in attesa di tempi, che si spera, non tornino più per il bene della nostra città. Ovvero dovrà assumersi le sue responsabilità e abbandonare la tribuna portando Potenza alle elezioni. Avrà il coraggio? Il legame alle poltrone fa pensare che rimarrà in tribuna, pur di non perdere lo scranno. La dichiarazione di dissesto è stata la prima pietra miliare per riconoscere responsabilità politiche ed amministrative ma è solo il punto di partenza per cambiare il sistema».
Un anno che, evidentemente, non comincia nel segno del dialogo per i Fratelli d’Italia. E parole, quelle di Giuzio, che costringono il sindaco De Luca a prendere chiaramente le distanze non solo da queste dichiarazioni, ma anche da chi pretende di utilizzare la sua persona per battaglie ideologiche.
«Questo è il tempo di costruire non quello di distruggere - scrive allora De Luca, rivolgendosi direttamente al consigliere - continuo a leggere, da più parti, ultima quella del consigliere Giuzio di FdI, affermazioni che per toni, argomenti e tempistiche non condivido e che sembrano avere l’unico scopo di creare difficoltà e frapporre ostacoli a quel dialogo al quale tutti siamo chiamati per il bene della nostra città».
«Tengo a precisare che pur essendo stato sostenuto durante l’ultima campagna elettorale da una coalizione di centrodestra, il voto popolare attribuitomi è stato assolutamente trasversale e ciò significa che la mia elezione è espressione di un’istanza generalizzata di cambiamento, istanza alla quale intendo dare una risposta, mantenendo a debita distanza ideologie che non mi appartengono. La ricerca esasperata di responsabilità, la malcelata volontà di rivalsa nei confronti dei competitori politici, l’analisi puntigliosa delle differenze che pure ci sono, denotano una scarsa lungimiranza e una sottolineatura di posizioni, che poco risultano comprensibili a una comunità come la nostra, chiamata ad affrontare numerose emergenze, prima tra tutte quella lavorativa».
«La dichiarazione di dissesto – prosegue il sindaco – ineludibile come dimostrato dalla nota che la Corte dei Conti ha inviato, in pratica, contestualmente al provvedimento licenziato dall’Assise municipale, nella sua drammaticità, stabilisce comunque un punto fermo dal quale ripartire. In diverse occasioni ho avuto modo di ribadire come non mi appassioni il tema delle poltrone, men che mai la mia, né tanto meno quello dei distinguo politici, sia all’interno delle diverse compagini sia nell’ambito dello stesso partito».
«Ho offerto da mesi - conclude - la più ampia disponibilità al dialogo con tutte le componenti che costituiscono il Consiglio comunale, e ho avuto modo di constatare come la stragrande maggioranza degli interessati abbia accolto positivamente la proposta, avviando un dialogo che sono convinto possa dare ottimi risultati già a partire dalla prossime settimane. Sono e resto moderatamente fiducioso di come la comune volontà di rinascita di Potenza, che i nostri concittadini continuano a manifestarci, non andrà delusa e tutte le persone di buona volontà che compongono l’amministrazione del capoluogo sapranno trovare una sintesi che ci consenta di porre le basi prima e costruire poi, quel percorso virtuoso di rinascita che i potentini attendono e ci hanno chiesto attraverso l’ultimo mandato elettorale affidatoci».

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