Salta al contenuto principale

In fumo una parte dei fondi Feasr
Disimpegnate le risorse non spese

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 42 secondi

POTENZA - La quantificazione della somma precisa ancora non c’è, ma è certo che l’entità del danno è pesante. E’ ormai ufficiale: è andata in fumo una parte dei fondi comunitari destinati all’agricoltura. La Giunta non è riuscita a evitare il disimpegno. Soldi che - fa sapere un comunicato del portavoce del presidente Pittella, Nino Grasso - “nella scorsa legislatura non erano stati spesi nel corso degli anni e che, grazie ad alcuni accorgimenti di natura tecnico-contabile non più consentiti in questa fase finale dell’ultimo periodo di programmazione, erano stati accantonati sperando in in un’inversione di tendenza”.
Eppure - secondo la nota ufficiale - un'accelerazione impressa negli ultimi mesi del 2014 dal Dipartimento Agricoltura, sotto la guida dell'assessore Michele Ottati e del direttore generale Giovanni Oliva, c’è stata.
La cifra precisa si conoscerà solo dopo la metà di gennaio. «Colpa della crisiche ha bloccato gli investimenti privati in agricoltura, come in tutti gli altri settori produttivi», dice ora la Regione che spiega: «Sino a tutta la vigilia di capodanno dirigenti e funzionari del dipartimento Agricoltura e dell'Autorità di Gestione del Fondo Fears hanno prodotto il massimo sforzo per evitare che una sola delle pratiche nel frattempo giunte sulle proprie scrivanie negli ultimi giorni di dicembre non fosse lavorata». E nell’ultima settimana dello scorso anno i pagamenti effettuati, anche grazie al supporto dei Centri di assistenza delle organizzazioni professionali agricole, avrebbero superato i 25 milioni di euro.
Il che, però non è bastato. Nei mesi di novembre e dicembre 2014 sono state oltre 350 le imprese agricole lucane che, non avendo portato a termine l’investimento assentito tre anni prima, e per il quale avevano ottenuto l'anticipazione del 50 per cento dei fondi europei loro assegnati (in molti casi anche oltre in virtù di pagamenti ricevuti a fronte di stati di avanzamento lavori), hanno chiesto (ed ottenuto) un ulteriore periodo di proroga.
Per quanto riguarda a esempio alcuni contributi per l’ammodernamento delle aziende agricole, a fronte di risorse impegnate per oltre 98 milioni di euro, la spesa è oggi ferma a 46 milioni.
Non avendo risorse proprie da investire e non potendo ricorrere, in assenza di credito bancario, ad altre fonti di finanziamento, gli imprenditori agricoli lucani non hanno potuto completare gli investimenti finanziati dai fondi strutturale che, come è noto, coprono solo la metà della spesa complessiva.
“La Regione, dal canto suo, pur avendo fatto ricorso al cosiddetto over booking, impegnando oltre il 109 per cento delle risorse assegnate in agricoltura dall'Unione Europea, si trova nella paradossale situazione di non poter rendicontare, in termini di spesa, investimenti che da tempo avrebbero già dovuto essere completati”.
E sulla scorta delle criticità emerse ora il governo regionale si impegna già dalla prossima settimana ad affrontare il tema legato alla programmazione dei fondi europei in agricoltura. Annunciate azioni di stimolo nel comparto agricolo, d'intesa con le organizzazioni di categoria, i tecnici del settore e il mondo bancario. Che, non è escluso, dovranno portare necessariamente a una riorganizzazione della stessa macchina burocratica regionale che spesso si è resa corresponsabile per eccessiva farraginosità.

m.labanca@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?