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I nodi, secondo il governatore
Si apre la stagione del rimpasto e delle elezioni a Matera città

Basilicata

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POTENZA - «Dopo un anno finalmente esco dal bunker». Così ieri mattina Marcello Pittella. Il presidente della Regione - accompagnato dal portavoce Nino Grasso e dal capo ufficio stampa della giunta, Donato Pace - si è concesso una mattinata in giro per le redazioni giornalistiche potentine. E’ stato all’Ansa, poi alla Rai e alla Gazzeta. Infine, a mezzogiorno, è entrato al Quotidiano della Basilicata per proseguire con le visite prima a Trm e poi alla Nuova.
Il governatore prima ha ascoltato. Poi ha iniziato a raccontare. Si è partiti dalla strage di Parigi e la necessità di difendere in tutte le maniere la libertà di stampa. E Pittella ha assicurato sostegno anticipando che la legge sull’editoria è a buon punto ma ha chiesto un sempre maggiore sforzo per elevare i contenuti e per gli approfondimenti.
Poi le anticipazioni e i giudizi. E non si poteva non parlare di petrolio e articolo 38. Su questo il presidente della giunta ha ricordato: «Sono stati tre mesi durissimi in cui ho dovuto incassare di tutto. Sono stato al mio posto cercando di fare il massimo per risolvere le questioni». Da qui lo sfogo iniziale del bunker.
Secondo argomento la recente approvazione della Finanziaria. Pittella su questo ha subito anticipato: «Miracoli non se ne possono fare», per poi aggiungere che «non è il tempo dell’ottimismo ma quello della voglia di riuscire a farcela».
Alle domande dei giornalisti sui vari aspetti della Finanziaria il governatore ha sempre risposto con puntualità e decisione. E’ parso in forma e brillante come nelle fasi migliori. Di certo disponibile al confronto.
Poi le questioni più attuali. Nomine appena ufficializzate alla sanità come base di partenza. Poi ha mostrato un sorriso sulla riforma di Acquedotto lucano. E quindi l’anticipazione su Sviluppo Basilicata: «Abbiamo già registrato la disponibilità all’allineamento con gli altri enti». In parole povere anche a Sviluppo Basilicata ci sarà un cambio di organizzazione in linea con i tempo di Al spa: entro la fine di marzo.
Detto questo, il presidente Pittella è stato incalzato sulle questioni più strettamente politiche a partire dal rimpasto di giunta. Su questo Pittella ha rilanciato: «L’ho già detto sono disponbile a nominare i nuovi assessori già da subito». Ma poi i chiarimenti: «Quello che dico però è che non può essere una giunta monocolore. Ma deve essere inclusiva». Poi sugli assetti si dice aperto alle soluzioni: «Per me si può fare anche un rimpasto a due fasi o totale. L’importante è che mi dicano cosa vogliono fare e che siano rappresentate tutte le aree del Pd».
Insomma il governatore è possibilista ma nemmeno nasconde che per le vicende elettorali di Matera si possa rinviare tutto in primavera. E quindi parla di Salvatore Adduce e del candidato sindaco del centrosinistra per la Città dei Sassi. «Da parte mia non c’è nessun veto nei confronti di Adduce», ha spiegato il presidente della Regione che però ha sottolineato la necessità «però di parlarne già da subito per evitare di fare gli stessi errori di Potenza». E quindi il messaggio preciso: «Servono le primarie per scegliere il candidato. Anche con Adduce».
Lo sguardo è ancora a quanto accaduto meno di un anno fa a Potenza dove non si fecero le primarie per il muro alzato dal Pd potentino contro le stesse primarie per evitare di scontrarsi contro l’allora pittelliano Roberto Falotico.
Da qui alla valutazione sulle vicende politiche del Comune di Potenza di questi giorni è un passo. Anche su questo Pittella non si è nascosto: «De Luca è il sindaco di Potenza. E’ stato votato dai cittadini. Per me sarebbe un errore andare a votare ora. Bisogna trovare una soluzione. Andare a votare in queste condizioni economiche sarebbe un danno innanzitutto per i cittadini di Potenza». Detto questo chiusura sulle macroregioni - «non possiamo subire che la Basilicata venga smembrata ma dobbiamo essere propositivi e guidare noi stessi i processi» - e saluti finali.

 

 

 

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