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Vitalizi d'oro, impazza la polemica
Gli ex consiglieri regionali s'infuriano

Basilicata

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POTENZA - Si va avanti a polemiche, litigi e zuffe mediatiche. E se da un lato Renzi per la prima volta parla in termini positivi della Basilicata (immaginiamo il sorriso di Marcello Pittella) per la questioni Fiat - come scrive Panettieri - tengono banco altre due vicende che rischiano di alzare ancora di più la tensione in una Basilicata che viaggio ormai a diverse velocità.
Ma veniamo alle polemiche. La prima è quella relativa alle prossime elezioni a Matera. Era inevitabile. E’ bastato che il governatore lucano Pittella si dicesse a favore delle Primarie per la scelta del sindaco della Città dei Sassi che è scoppiato il “caso”. E con il passare dei giorni c’è da scommettere che la questione diventerà ancora più incandescente. E di conseguenza pare ancora più complicata la vicenda del rimpasto di giunta alla Regione. Con un Pd e un centrosinistra che rischia di avvitarsi nelle politiche per le comunali di Matera (senza contare i nervi tesi che ci sono su Potenza città e con un congresso cittadino dem che prima o poi si dovrà pur fare) diventa difficile immaginare che Marcello Pittella possa mettere mano alla sua giunta. Sarebbe come voler spegnere un incendio con delle taniche di benzina. Ma questo non è il solo fronte di battaglia.
Si infiamma anche la vicenda sui tagli ai costi della politica e sul vitalizio degli ex consiglieri regionali. La polemica ha investito in pieno il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza. La questione è quella relativa ai vitalizi percepiti dagli ex consiglieri regionali per una proposta di riduzione annunciata dallo stesso Consiglio. Apriti cielo. Ieri ha tuonato contro il socialista Nicola Savino. Oggi è stata la volta dell’ex consiglieri del Pci (1975 - 1980) Giovanni Caserta.
E c’è pure la posizione ufficiale degli ex legislatori regionali: «L’ufficio di presidenza dell’associazione regionale degli ex consiglieri e parlamentari della Basilicata - si legge in una nota - ha dato mandato al presidente Di Mauro di convocare l’assemblea plenaria per sabato 24 gennaio. Nella circostanza sarà valutata, tra l’altro, l’opportunità di invitare il Consiglio regionale ad astenersi da povvedimenti legislativi finalizzati ad imporre contribuzioni di solidarietà che, data la loro natura ed in un momento di difficoltà del Paese, possono essere invece versati in modo decisamente volontario.
Lacorazza, invece, da parte sua ha inviato una nota nota con i chiarimenti: «Ben prima di presentare la proposta di riduzione dei vitalizi, infatti, il Consiglio regionale ha ridotto le indennità dei consiglieri e deciso che un terzo delle somme corrisposte per i rimborsi spese devono essere destinate ai contratti dei collaboratori oppure restituite; i consiglieri regionali eletti per la prima volta in questa legislatura non percepiranno, inoltre, né il vitalizio né l’indennità di fine mandato».
Lacorazza quindi parlando di regole da uniformare in tutta Italia ha anche spiegato che «l’associazione degli ex consiglieri è stata coinvolta nella discussione sulla proposta di legge» e poi ha aggiunto: «Come ho già detto la questione dei diritti è molto delicata, come dimostra il ricorso al Tar presentato in Lombardia; non è vero, però, come si sostiene, che in Italia i diritti acquisiti non sono stati toccati, perché la legge Fornero ha modificato molte cose per molte categorie di lavoratori».
Ma il tema è scivoloso. Gli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio da anni ormai non ci stanno. E’ il caso di Giovanni Caserta che prima tuona contro Lacorazza: «(...) non può pensare di fare il buono mettendo le mani nelle tasche degli altri» e poi minaccia la via dei tribunali. Insomma è maretta.

s.santoro@luedi.it

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