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La città di Melfi sgomenta e divisa
«Ora serve una guida certa per la comunità»

Basilicata

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MELFI - E’ una città sgomenta quella che si è svegliata ieri mattina con la notizia dell’arresto del primo cittadino.
Nei bar, in piazza, negli esercizi commerciali non si parlava d’altro.

E sono molti i cittadini di Melfi che si interrogano sull’inchiesta giudiziaria e soprattutto sugli effetti che il terremoto giudiziario avrà sul futuro della comunità.
«Una notizia che non fa bene alla città - spiega Michele D’Angela - che rimane sbalordita. Ora diventa necessario che non si fermi la macchina amministrativa mentre la giustizia faccia nel più breve tempo possibile chiarezza su una vicenda assai controversa. Se ci sono responsabilità è giusto che chiunque abbia sbagliato paghi ma allo stesso tempo se le stesse responsabilità non saranno accertate diventa indispensabile un rapido ritorno alla normalità. In questo momento la città di Melfi ha bisogno di un sindaco alla luce dei massicci investimenti di Fca. Occorre una guida certa per la città».

C’è tanta rabbia. «Sono molto sorpreso - spiega il dipendente del comune, Salvatore Guerrieri - ma ritengo che prima di esprimere giudizi sia necessario sapere realmente come sono andare le cose. Questo fenomeno ormai è diventato un’emergenza nazionale perché qui da noi anche persone innocenti rischiano di pagare un prezzo che non meritavano di pagare. Mi rattrista oggi l’immagine che si offre di Melfi fino a pochi giorni fa alla ribalta nazionale per ben altre vicende legate alle assunzioni della Fiat. A Melfi si produrrà la vettura che sarà esportata in tutto il mondo e certo questa non è una buona pubblicità per l’intera comunità. Aspettiamo gli sviluppi delle indagini, restando mortificati come popolo, prima di affibbiare etichette di innocenza o colpevolezza a chicchessia».

Nelle edicole della città non si parla di altro: «e l’incredulità resta il sentimento predominante tra i miei clienti - spiega l’edicolante, Antonio Lamorte - sconcertati per questa notizia. Spero che la magistratura, prima di giungere ad una misura cautelare così importante, verifichi che le vicende siano realmente accadute. In queste situazioni sarebbe opportuno procedere con i piedi di piombo e la massima cautela. Solo pochi giorni fa avevamo avuto la notizia molto positiva delle assunzioni in Fiat e paradossalmente si potrebbe pensare che adesso si monti ad hoc una campagna di denigrazione per un’intera comunità».

Si pensa al futuro politico di Melfi: «dove non si era mai verificata una situazione del genere - commenta il cittadino, Pasquale Ciliento - e per questo spero che le accuse risultino infondate. Gli inquirenti del resto avranno basi solide per giustificare i loro atti. purtroppo adesso la città di Melfi rischia di rimanere senza una guida amministrativa e considerati i tanti problemi che ci sono da risolvere non è certo un fatto positivo. Per eventuali nuove elezioni vedremo chi sarà il nuovo candidato in grado di affrontare le sfide future».

Monta la rabbia. «Sono disgustato per quanto accaduto - conclude Vincenzo Cesarano - e da buon melfitano preferisco tacere. Voglio fin troppo bene alla mia città. Sono indignato per quanto sta accadendo».

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