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Rimborsi alla Provincia
I 33 ex consiglieri si difendono

Basilicata

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NON ci stanno ad essere additati come “furbacchioni”, i consiglieri provinciali dell’ultima consiliatura, destinatari del procedimento per accertamento di danno erariale, riferito a riborsi percepiti dall’ente nel quinquennio 2009-2014. Così i 33 ex consiglieri, chiamati a restituire un totale di 74.377,68 euro per il solo 2009, superando i naturali steccati politici che li dividono fisiologicamente, hanno scritto una lettera al presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ed all’avvocato dell’ente, Arcangelo Lonigro, inviandola per conoscenza anche al vice procuratore generale della Corte dei conti, organo giudiziario titolare dell’indagine, al Nucleo di Polizia tributaria, organo inquirente ed al segretario generale della Provincia Carmela Gerardi. Diciamo subito che i firmatari non sono tutti i 42 consiglieri in carica, bensì: Nicola Marino, Andrea Badursi, Leonardo Calciano, Paolo Castelluccio, Sabatino Casulli, Saverio Ciccimarra, Saverio D’Amelio, Angelo De Vito, Vincenzo Di Pierro, Achille Furioso, Claudio Labriola, Nicola Montesano, Cosimo Mongelli, Sante Pantano, Antonio Santochirico, Francesco Tantone, Nicola Tauro, Nicola Buonanova, Giuseppe Dalessandro, Anna Amenta, Francesco Carbone, Salvatore Cosma, Serafino Di Sanza, Vito Di Trani, Giuseppina Favoino, Giuseppe Labriola, Antonio Mangiamele, Nunzia Marzano, Michele Paterino, Giuseppe Soranno, Antonio Stigliano, Giovanni Bonelli e Angelo Garbellano.
La loro autodifesa si sostanzia nel sostenere che a loro, come è avvenuto per la Regione, non si contesta l’acquisto di panettoni, divani, gelati ecc., ma i chilometri percorsi, il costo del carburante. Secondo i firmatari, insomma, la contestazione sarebbe «totalmente infondata in fatto e in diritto», come si legge nella lettera. In pratica, gli ex consiglieri, nel chiedere i rimborsi chilometrici contestati, si sarebbero attenuti a un regolamento approvato con delibera del consiglio provinciale numero 76 del 31 luglio 2007 (Giunta Nigro), la quale all’articolo 6 disciplina tutta la materia relativa al gettone di presenza, alle missioni ed ai rimborsi spesa. Per questa ragione, gli ex consiglieri ritengono denigratori persino i toni usati nel provvedimento a loro carico, laddove si usano i termini “intima e diffida”. «Gli scriventi -si legge nella lettera- si sono affidati alla correttezza istituzionale degli uffici, limitandosi a sottoscrivere modelli già predisposti dall’ente. In riferimento ai rimborsi per gli spostamenti dal luogo di residenza alla sede dell’ente, e viceversa, l’amministrazione provinciale si è avvalsa di un provvedimento relativo al conteggio dei chilometri impiegati , asseverato dall’Ufficio tecnico dell’ente. Ecco perchè ci meraviglia non poco, anche sotto il profilo della sua responsabilità, che l’Amministrazione provinciale nulla ha chiarito, o ha voluto chiarire alla Corte dei conti, dando tutto per scontato a nostro danno». «Nessuna somma percepita indebitamente. -spiega Angelo Garbellano- Quella cifra non è altro che quella prevista per i miei spostamenti da Montescaglioso, dove vivo e Matera dove mi recavo per l’attività di consigliere».
Il consigliere Giuseppe Labriola, primo cittadino di Tursi, respinge con forza la definizione di furbacchione, sottolineando l’estrema correttezza della sua vita politica, come conferma la sua rinuncia persino all’indennità da sindaco, con un guadagno di 18mila euro l’anno per l’ente. «La rimborsopoli regionale è altra cosa -precisa Labriola in una nota diffusa ieri- qui ognuno di noi si è limitato ad apporre una firma, lasciando alle competenze ed alla correttezza degli uffici provinciali, dove anche la “talpa” era parte integrante, la compilazione e l’emissione dei mandati di pagamento; comunque se per la mia posizione dovesse risultare un errore contabile non imputabile a me, sono disponibile a rimborsare quanto e se dovuto». Il costo della benzina, veniva calcolato in base alla media degli impianti di distribuzione. Alla luce di ciò, si chiede di rivedere in autotutela il provvedimento, con annullamento e riservandosi di promuovere istanza di risarcimento verso chi ha provocato il disagio lamentato, ovvero la famigerata talpa, scoperta dal Quotidiano.

a.corrado@luedi.it

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