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«Nessun colpo di mano
Il mio incarico è legittimo»

Basilicata

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MATERA - «Notizie false». Non usa mezzi termini commentando ciò in questi giorni ha letto su di se’ soprattutto sui social network. Se ha scelto di rispondere è perchè queste inesattezze sono arrivate anche nelle stanze istituzionali.
Carmine Lisanti, neo capo di gabinetto della Provincia di Matera, rifugge dalle polemiche ma vuole la chiarezza per lavorare senza equivoci e lo dice dopo aver spiegato che a poche ore dalla firma del suo nuovo incarico con l’ente di via Ridola, si è cancellato dall’albo degli avvocati.
«Avrei avuto più tempo per farlo - chiarisce - ma ho preferito decidere subito». Le osservazioni contenute nella lettera che il consigliere Francesco Auletta (con delega a governance e fondi comunitari) ha inviato a Antonio Luongo e a Pasquale Bellitti, non piacciono a Lisanti che replica punto per punto.
Il decreto di nomina è illegittimo?
«Il mio incarico è previsto dall’ex art. 90 del Tuel, ovvero riguarda un organo di diretta collaborazione del presidente, un incarico fiduciario, non dirigenziale.
Il nuovo testo unico, all’articolo 3bis ha chiarito anche la giurisprudenza della Corte dei Conti che condannava gli enti per l’inquadramento di soggetti che non avevano la laurea, assumendoli in categoria dirigenziale. In quel caso - spiega Lisanti - ci sarebbe stata illegittimità. Per quanto mi riguarda ho una laurea in giurisprudenza, dieci anni di avvocatura e due anni di specializzazione in diritto in enti locali. L’atto del presidente, voglio ripeterlo, è strettamente fiduciario e per questo non richiede l’avviso pubblico».
Alle polemiche sul limite di spesa superato con il suo stipendio, il capo di gabinetto spiega ancora: «L’importo lordo della mia busta paga è di 71 mila euro, somma omnicomprensiva. Non percepisco, insomma, somme aggiuntive per spostamenti e trasferimenti che sono a mio carico».
«Il presidente della Provincia ha voluto abbinare, nella mia figura, anche le competenze che mi consentono di sostenerlo nelle sue attività».
In quanto, poi, alla necessità di ricorrere a personale interno per la selezione, Carmine Lisanti entra nel merito: «Anche questo tema, ha bisogno di un chiarimento: la fiduciarietà dell’incarico in modo equanime ci si può rivolgere all’interno e all’esterno. Il consigliere Auletta fa riferimento alla legge 32 n.122 del 2010 che indica il contenimento delle spese in materia di impiego pubblico. Il comma 28, in particolare, sostiene che gli enti pubblici hanno un vincolo del 50% sulla spesa del personale rispetto all’anno 2009. Non è il caso della Provincia di Matera. Fino al 31 dicembre, infatti, avrebbe potuto assumere, non superando un tetto di spesa di 336, 394, 76 euro. In realtà nel 2014, nel periodo in cogestione con la precedente amministrazione abbiamo raggiunto 163 mila euro, nel 2015 siamo scesi a 128 mila euro, ovvero tre volte inferiori al 2009. Nel 2012, per fare un passo indietro, c’era un importo di 250 mila euro, nel 2013, 210 mila».
In quanto all’opportunità politica che segnala in particolare la data in cui è avvenuta la nomina, ovvero il 30 dicembre, Lisanti ne ha ancora: «Non abbiamo voluto eludere la legge. Il disegno di legge, poi diventato legge di Stabilità, indicava già il blocco delle assunzioni. Il presidente della Provincia aveva bisogno nel suo staff di una figura che potesse coadiuvarlo nell’indirizzo politico, ma in questa scelta non c’è stata una tempistica ad orologeria. La riforma sulle Province richiede un lavoro aggiuntivo rispetto alla quotidianeità e quindi la necessità di avere un riferimento vicino al presidente, qualificato per le materie legate ai cambiamenti in vista».
Alle polemiche di questi giorni Lisanti risponde inoltre: «Le critiche e le notizie diffuse finora sono false sotto il profilo normativo. Rispetto all’opportunità, in questa fase, più che al passato bisogna guardare al futuro.
«Abbiamo contenuto le spese in modo sostanziale, con una riduzione di due terzi rispetto al 2009, ma un’apporto all’attività del presidente era necessario».
La razionalizzazione della macchina amministrativa, come aggiunge Carmine Lisanti sta tutta nella nuova organizzazione. Oltre al suo ruolo di capo di gabinetto, c’è il responsabile della segreteria e un dipendente interno che completa lo staff.
In quanto alla violazione dell’articolo 12 del regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, cui fa riferimento ancora il consigliere Auletta, chiarisce: «Credo si riferisca al comma 3 in cui si sostiene che il capo di gabinetto viene scelto sul piano fiduciario tra il personale dirigenziale o direttivo dipendente...sempre che l’ente non abbia dichiarato il dissenso e non versi in condizioni deficitarie, con ricorso a persona assunta a tempo determinato. La scelta che mi riguarda risponde a queste esigenze non essendo la Provincia nè in dissesto nè in deficit. I dirigenti sono sotto organico e tra di loro nessuno avrebbe potuto ricoprire questo ruolo».

a.ciervo@luedi.it

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