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"Così non possiamo risanare l'ente"
La lettera del sindaco dimissionario

Basilicata

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Ecco il testo della lettera con cui il sindaco di Potenza Dario De Luca ha depositato per rassegnare le proprie dimissioni.

Ill.mi Signori, come sapete, la Giunta Comunale che ho l'onore di presiedere non è sostenuta da una maggioranza consiliare.

Da quando mi sono insediato, ho esperito molti tentativi finalizzati a raccogliere il consenso delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale intorno ad un progetto amministrativo condivisibile, ma le divisioni partitiche, più che quelle politiche, hanno prevalso sul mio desiderio di unirsi intorno agli interessi della Città.

La inevitabile dichiarazione di dissesto finanziario, deliberata all’unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso venti novembre, comporta l'esigenza di assumere decisioni indispensabili ed urgenti per il risanamento delle finanze comunali, decisioni che richiedono una larga condivisione da parte del Consiglio Comunale e che non possono essere certamente assunte nell’attuale condizione di instabilità politica.

Nello scorso mese di dicembre, nell’estremo tentativo di dar vita ad un governo super partes di “rinascita cittadina” che, superando le divisioni partitiche, agisse tempestivamente per garantire la stabilità finanziaria del Comune e per avviare un processo di vera e propria rinascita della Città, ho proposto a tutte le forze consiliari di aderire a tale progetto.

Dopo aver registrato la totale disponibilità delle forze consiliari di centrodestra, a seguito di numerosi tentativi di dialogo con le forze del centrosinistra, che costituiscono la maggioranza consiliare, tutti apparentemente proficui sul piano dei programmi e delle azioni da intraprendere, non posso che registrare una persistente presa di distanza dal progetto da me proposto.

Ho, infatti, registrato, da parte dei rappresentanti delle liste che hanno sostenuto il candidato sindaco Petrone, fra le quali il partito più rappresentativo è il PD, la proposta di sostenere una giunta dalla quale siano escluse alcune forze politiche di centrodestra (“Forza Italia” e “Liberiamo la Città”).

Tale proposta, peraltro non concordata con le liste “Potenza condivisa” e “Realtà Italia” che hanno sostenuto il candidato sindaco Falotico e dalle quali avevo avuto la disponibilità ad aderire al progetto, non è rispondente al requisito da me richiesto, ovvero quello di unire tutte le forze politiche che si sono dichiarate disponibili, senza esclusione alcuna, non essendo disposto a formare giunte che non siano espressamente “super partes”.

Il mio progetto, infatti, era quello di unire le forze nel momento del bisogno, così come è giusto fare in una vera e propria condizione di emergenza, per poi ridare la parola agli elettori subito dopo aver superato tale condizione ed aver riportato la Città in una situazione di stabilità finanziaria.

Fra l’altro, ho continuato a registrare, da parte di alcuni isolati esponenti politici del centrosinistra, la presa di distanza dalla dichiarazione di dissesto, votata all'unanimità dal Consiglio Comunale, con l'astensione di soli cinque consiglieri, come se tale dichiarazione fosse un atto discrezionale e non un obbligo di legge, determinato da politiche finanziarie del passato, già gravemente censurate dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti, nell'ambito della disamina del Rendiconto relativo all'anno 2012.

C'è ancora, evidentemente, chi ritiene che il pareggio di un bilancio dipenda dagli equilibri politici e non dagli equilibri finanziari di una corretta gestione amministrativa. Chi conserva queste opinioni non può certo candidarsi ad un governo di risanamento, essendo tali opinioni proprio quelle che hanno favorito le condizioni del dissesto della nostra Città.

Non posso che prendere atto di tale situazione e, nella piena consapevolezza di non poter attuare, con le sole forze politiche che mi sostengono, alcuna politica di risanamento e di riqualificazione della Città, nell'esclusivo interesse della nostra Comunità cittadina, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco e chiedo al Signor Presidente del Consiglio Comunale di voler convocare urgentemente il Consiglio affinché prenda atto di tale mia decisione".

 

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