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Tagli e dolorosi risparmi: cifre e tempi di salvezza
I novanta giorni di tempo non sono ancora scattati

Basilicata

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LA prima cosa su cui si è fatta chiarezza è il tempo. E quello a disposizione del Comune di Potenza per approvare il bilancio di previsione 2015 si è allungato di parecchio rispetto alle previsioni circolate finora.
I novanta giorni a disposizione per riequilibrare i conti dopo il dissesto approvato il 20 novembre scorso non sono ancora scattati.
L’audizione del sindaco De Luca, ieri mattina, in una riunione congiunta della prima e seconda commissione (Affari istituzionali e Bilancio) è servita a fare chiarezza sull’iter a cui il Municipio va incontro e su qualche cifra del bilancio potentino.
La ricetta della salvezza della città - almeno un tentativo di timida ripartenza - passa inevitabilmente dai conti di Palazzo di Città. Al di là dell’accordo politico che le forze presenti in consiglio riusciranno o meno a chiudere, l’appuntamento più importante per Potenza è quello con il bilancio di previsione.
Dopo l’approvazione del dissesto finanziario, una commissione liquidatrice nominata dal Viminale dovrà occuparsi di abbattere il disavanzo del bilancio 2013, calcolato in circa 14 milioni di euro. All’amministrazione in carica, invece, spetta il compito di riequilibrare i bilanci a partire dal 2014.
Per farlo, l’amministrazione dovrà essere capace di presentare un bilancio di previsione 2015 riequilibrato, cioè in pareggio, che abbia “abbattuto” il disavanzo del 2014, calcolato in circa 24 milioni di euro.
L’intera procedura dovrà essere chiusa entro novanta giorni dalla firma del decreto di dissesto da parte del Presidente della Repubblica.
Le dimissioni di Giorgio Napolitano e le consultazioni per l’elezione del nuovo Capo dello Stato a Roma hanno rallentato nelle scorse settimane tutte le procedure amministrative periferiche, compresa la nomina potentina.
Il Comune lucano ha così “guadagnato” del tempo.
Nelle prossime settimane, qualora rientrassero le dimissioni del sindaco De Luca e l’amministrazione dovesse andare avanti, ci sono alcune cifre a cui il Municipio dovrà attenersi. De Luca ha diffuso alcuni dati del bilancio 2014 per consegnare un quadro di quello che l’ente si aspetta di affrontare.
Le entrate, che erano state stimate in circa 63 milioni di euro, cresceranno probabilmente di alcuni milioni di euro dopo gli aumenti delle aliquote dei tributi e l’attivazione del pagamento delle scale mobili per l’utenza. Si arriverà probabilmente a 73 milioni di euro di entrate.
Le spese previste sono pari a circa 97 milioni di euro, di cui 39 «non comprimibili», cioè spese su cui risparmiare non si può (personale e mutui contratti). Lo scarto tra i due valori è il disavanzo del 2014 che, ribaltato sul bilancio di previsione 2015, va ripianato.
L’amministrazione deve far fronte a un segno meno di circa 23 milioni e 500 mila euro, più un’aliquota del disavanzo 2103. Arriva così a doversi fare carico di circa 30 milioni di euro.
«Ci siamo ripiegati sulle possibilità, soprattutto rispetto ai contratti esterni».
La ricetta della bonifica dei conti passa per diversi risparmi, «tutti dolorosi».
L’illuminazione pubblica, per esempio, potrebbe essere ridotta per zone e orari.
Gli introiti potrebbero essere incrementati a partire dalla regolamentazione degli spazi pubblicitari, dei parcheggi in striscia blu, dei passi carrabili. Alcuni tagli su impiantistica sportiva, telefonia, pulizia degli uffici comunali potrebbero portare inoltre un risparmio di 2,5 milioni.
La stima, mettendo insieme queste ipotesi, è di circa 10, forse 12 milioni di euro ancora “scoperti”. È su questa cifra che si chiede una copertura agli enti di livello superiore. Perché se tutti gli sforzi sulla spesa comunale si rivelassero non sufficienti, non resterebbe che toccare la spesa «non comprimibile».
A finire sotto la scure dei tagli sarebbe il personale. Sono pronti già 50 prepensionamenti.
«Il pareggio di bilancio non è una opzione, ma condizione necessaria. E a nessuno di noi, davvero, sfugge la portata delle scelte che dovremmo compiere».

sa.lo.

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