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«Salvare Potenza è una via possibile»
Ultimi tentativi per un accordo di larghe intese

Basilicata

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POTENZA - «No, non ci sottraiamo alle responsabilità che ci sono da assumere». Ma con una rivendicazione in premessa: «l’autodeterminazione nelle scelte che saremo chiamati a esprimere». Nessuna subordinazione, nessun paletto, insomma.
Contemporaneamente Roberto Falotico e i consiglieri della sua coalizione (in quattro, tra Realtà Italia e Potenza condivisa) hanno da mettere sul piatto anche una proposta.
Perché l’emergenza di Potenza - ora che la politica insegue l’accordo bipartisan e pensa al prossimo rimpasto di esecutivo - resta quella economica.
Il sindaco Dario De Luca nei giorni scorsi ha provato a dettagliare lo stato dei conti del Comune. Tra risparmi e tagli da fare, qualche entrata in previsione sul versante tributario, il gap da colmare è di circa 12 milioni di euro. I tempi non sono poi così stretti, almeno dal punto di vista formale. Il bilancio di previsione in pareggio per il 2015, quello supercontrollato del post dissesto, dovrà essere redatto in novanta giorni.
C’è dunque del tempo per chiudere una partita con gli enti di livello superiore che si annuncia molto difficile. Anche a viale Verrastro lamentano ristrettezze e diminuzione vertiginosa delle entrate.
«Ma tra qualche settimana la Regione dovrà definire l’avanzo di amministrazione. È in quelle cifre che - suggerisce Falotico - si potrebbe trovare un tesoretto da destinare a Potenza», impegnandolo naturalmente in vista dell’assestamento di bilancio di luglio. La città di Potenza potrebbe nel frattempo cominciare ad affrontare la gestione della quotidianità senza il rischio del commissariamento. Senza l’approvazione del bilancio di previsione riequilibrato, il capoluogo dovrà affrontare nuove elezioni.
Nel turno di consultazione con il sindaco De Luca, Falotico si è detto pronto a condividere azioni e idee di risanamento, da racchiudere in un documento programmatico. Se «c’è la volontà politica da parte di tutti gli attori in campo», la città si può salvare.
L’incontro di ieri è uno degli appuntamenti che De Luca dovrà portare avanti con tutte el forze del consiglio comunale, dopo aver incassato il sostegno di Pd e alleati. Ha una ventina di giorni per ritirare le dimissioni rassegnate lunedì scorso e andare avanti con un governo di salute pubblica, così come aveva auspicato già mesi fa.
La strada per il pezzo di centrosinistra guidato da Falotico non è così quella delle nuove elezioni: «Bisogna governare la città in un tempo utile per risanare le condizioni drammatiche, emerse con la dichiarazione di dissesto». Con chiarezza, però.
Paletti e veti da alleati o avversari non sono disposti a subirne. «Non mi appassionano a questioni quali i nomi della nuova giunta o la diatriba tra assessori interni o esterni, ma certo, vogliamo poter rappresentare la nostra visione all’interno di un confronto democratico». Come a dire, ogni forza politica ha il diritto di pensare di proporre quelli che ritiene i sui uomini migliori.
Il richiamo a distanza è al resto del centrosinistra, quello fatto da Pd e alleati, che a De Luca ha suggerito di dar vita a un nuovo esecutivo di esterni. Mentre si cerca la quadratura politica, l’attenzione è alle mille emergenze aperte. «La città di Potenza capoluogo di regione deve tornare nella sua interezza al centro dell’agenda nel dibattito della politica regionale».

s.lorusso@luedi.it

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