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Verso le larghe intese
Toto consiglio
con giunta interna

Basilicata

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POTENZA - Trovato l’accordo generale sulle larghe intese - tutti disponibili al governo di rinascita cittadina, a destra e a sinistra - uno dei punti su cui ancora è difficile trovare la sintesi bipartisan è la composizione del prossimo esecutivo. Interni o esterni? Con quale proporzione di rappresentanza tra le forze presenti in consiglio? E se le forze politiche dovessero optare per assessori scelti nel consiglio comunale, come cambierebbero gli equilibri dell’aula?
La situazione meno ballerina è quella di Fratelli d’Italia. Il più votato tra i candidati, Gerardo Bellettieri, con in dote seicentoepassa voti, è passato in giunta dal principio, lasciando il posto libero in consiglio a Rocco Coviello, a sua volta dimessosi per rivestire l’incarico fiduciario di capo di gabinetto del sindaco. È così entrato in consiglio Giuseppe Giuzio (275 voti). Il capogruppo resta Alessandro Galella, in consiglio con più di 500 voti. C’è poi un altro assessore di Fratelli d'Italia nell’attuale giunta, Pasquale Pepe: uomo molto stimato dal sindaco per la capacità amministrativa e di dialogo con uffici e istituzioni, ha la delega delicata all’Ambiente. Il sindaco potrebbe continuare a volerlo accanto per portare avanti il lavoro avviato nel settore, a meno che lo scenario delle prossime elezioni amministrative di Tolve - di cui Pepe è già stato sindaco - convinca il dirigente FdI a lasciare il capoluogo. Anche sulla postazione di Bellettieri è difficile immaginare un cambio: De Luca ha sempre ammesso la riconoscenza verso un partito, Fratelli d’Italia, che lo ha sostenuto dal primo turno.
In questi giorni di indiscrezioni torna protagonista del chiacchiericcio il caso di Coviello. La dichiarazione di dissesto ha costretto il sindaco a interrompere l’incarico che aveva assegnato all’ex consigliere, uno dei veri promotori della candidatura di De Luca. Suo uomo di fiducia, aveva lasciato l’aula per la segreteria di piazza Matteotti, e ora affianca il sindaco in modo volontario.
Il governo di larghe intese costringerà il centrodestra a rinunciare a qualche posizione. Delle altre due liste che hanno sostenuto De Luca dal primo turno, Per la città e Popolari per l’Italia, solo la seconda ha oggi un assessore. Giovanni Salvia, delega allo Sport, è esterno e i dirigenti del partito hanno già detto di voler confermargli la fiducia, qualora spettasse ancora la postazione. Né il consigliere Franco Morlino sembra abbia velleità di esecutivo: non dovrebbe così essere lasciato libero il posto al primo dei non eletti del partito, Giuseppe Postiglione, ex patron dei rossoblu.
L’altra coalizione del centrodestra, quella capitanata da Michele Cannizzaro - FI, Liberiamo la città e Nuovo Centro Destra - , dovrebbe poter contare su almeno una indicazione in giunta. Il nome più concreto in caso di scelta degli interni, è proprio quello dell’ex dg del San Carlo, digerito però con difficoltà dal centrosinistra. Se Cannizzaro dovesse entrare in giunta, essendo entrato in consiglio da candidato sindaco prendendo il seggio di Forza Italia, al suo posto entrerebbe in consiglio Nicola Becce, già consigliere comunale azzurro. Stessa ipotesi se la nomina di assessore toccasse a Francesco Fanelli. Se invece fosse Mario Guarente (Liberiamo la città) a raggiungere l'esecutivo, in aula sarebbe la volta di Gianluca Manzi, primo dei non eletti della lista con 200 voti.
Opzione interna già assodata per la coalizione di Roberto Falotico, candidato sindaco entrato in consiglio con il seggio di Nuova Repubblica: sarebbe sostituito da Vittoria Rotunno. Se, invece, fosse il consigliere Felice Scarano (Potenza Condivisa) a diventare assessore, in aula entrerebbe Patrizia Guma. Ipotesi poco concreta quella di un ingresso in giunta di Rocco Summa (Realtà Italia) che ha portato in dote 561 voti: scatterebbe uno spazio libero per il dirigente sportivo Roberto Urgesi.
Più complessa la quadratura nel centrosinistra che ha sostenuto Luigi Petrone, oggi presidente del consiglio comunale, e che detiene la maggioranza in aula, con 20 consiglieri. In un prossimo governo di salute pubblica, stando ai numeri, dovrebbero poter contare almeno su quattro o cinque indicazioni. Una postazione potrebbe essere di Centro Democratico, che già ha comunicato di sostenere Fernando Picerno. In consiglio arriverebbe così l’ex dei Popolari uniti Tonino Vaccaro.
Un caso particolare potrebbe essere quello dei Socialisti Uniti: il Tar, dopo il riconteggio dei voti, ha assegnato il seggio a Piero Calo, al posto di Rocco Pergola. L’ingresso in giunta di questa sigla potrebbe recuperare lo scenario antecedente il verdetto, con Pergola in esecutivo.
Decisamente più delicato il quadro in casa dem. Le tre liste che fanno capo al partito (PD, Insieme si cambia, Socialist & Democrats) hanno ufficialmente detto di convergere sull'ipotesi di assessori esterni.
Se però anche il Pd dovesse piegarsi alla linea degli assessori-consiglieri, potrebbe cambiare l'equilibrio tra le aree interne del partito. Il gruppo S&D ha già indicato in caso di interni il nome del primo di non eletti, Gianluca Caporaso, in panchina dopo l’ingresso di Donatella Cutro (502 voti) e Donato Pace (600 voti).
Il gruppo Insieme si cambia ha quattro consiglieri: con l’ingresso di un interno, la postazione di aula si libererebbe per Vito Mitro, ex consigliere comunale e funzionario della Provincia.
Sono sei i posti tra i banchi del Pd. Se si piegassero agli assessori interni, il primo nome a scattare in consiglio sarebbe quello di Angela Blasi (442 voti), che dovrebbe rinunciare essendo stata chiamata a presiedere la commissione Pari opportunità della Regione. La lista andrebbe avanti fino all'ex assessore allo Sport, Giuseppe Ginefra, a Maria Ausilia Greco (407 voti) e a Donato Coviello, ex assessore alla Mobilità, con in dote 404 voti. Quarto a scalare Tonino Di Giuseppe, attuale vicesegretario del Pd potentino.
L’ingresso di Ginefra e Coviello potrebbe modificare l'equilibrio tra i banchi dem. Ginefra, nonostante un’avvicinamento ai renziani durante l’ultima campagna congressuale, è comunque espressione storica dei diessini, con lunga militanza nell’amministrazione Santarsiero. Coviello è molto vicino all'ex sindaco, di cui è stato riferimento sia nella segreteria, sia a Palazzo di città.

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