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I voti lucani sono
quasi tutti per Mattarella

Basilicata

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ROMA - Tredici grandi elettori lucani su 16 hanno votato a favore di Sergio Mattarella come nuovo Presidente della Repubblica. In pratica sui 665 voti ci sono anche quelli di Bubbico, Speranza, Antezza, Folino, Margiotta e Fattorini per il Partito democratico. Poi Placido e Barozzino per Sel. Viceconte per Ncd e Di Maggio per il PpI. Così i tre grandi elettori delegati dal Consiglio regionale: Pittella, Lacorazza e Mollica.
Una la “scheda bianca” e cioè quella di Latronico di Forza Italia e due voti per Imposimato dai grillini Liuzzi e Petrocelli. Per il resto ci sono le dichiarazioni a caldo. «Sono felicissimo. Abbiamo eletto un grande Presidente della Repubblica». Così all'uscita dal Parlamento dopo la «vittoria», il capogruppo del Pd, il lucano Roberto Speranza assediato dai giornalisti. Al pressing sulla scelta imposta da Renzi, Speranza ha poi aggiunto: «Non si prendono 665 voti con una imposizione. Si prendono 665 voti con la convinzione di tanti. Sono convinto che abbiamo fatto la scelta giusto per l'Italia».
Speranza quindi ha affrettato il passo e raggiunto Matteo Renzi per il pranzo ed evidentemente per i festeggiamenti prima di aggiungere: «Oggi è giusto godersi questa giornata bellissima per la politica Italia. L'auspicio è che con Berlusconi prosegui il colloquio per le riforme di cui l'Italia ha bisogno». Il primo in ordine di tempo a uscire dall'Aula del Parlamento poco dopo mezzogiorno a risultato ancora non ottenuto è stato il senatore e viceministro del Pd, Filippo Bubbico che comunque aveva già annusato l'aria dichiarando: «Mi pare si stia materializzando un risultato migliore anche delle piu' ottimistiche previsioni. E' un segnale importante per il Paese e si sono create ora tutte le condizioni per guardare avanti e per occuparci dei problemi della gente che soffre e per impegnarci tutti per creare sviluppo e occupazione».
Alla domanda se ora il Pd è più forte il senatore lucano risponde: «E' un Paese che si scopre più forte. Il segnale che esce oggi è di un Paese che vuol rimetterò in piedi». E sulle ripercussioni politiche eventuali in Basilicata, Bubbico aggiunge: «E' un segnale positivo per tutto il Paese e sarà positivo per chi si impegnerà a cogliere le opportunità che questo nuovo clima politico consegna a tutti noi». Tocca quindi ai due parlamentari di Sel, Antonio Placido e Giovanni Barozzino uscire dal palazzo. Parla prima il deputato Placido: «E' il presidente che tutti noi ci auguravamo fosse eletto. Mattarella ha il profilo di un garante vero della Costituzione ed è quello che serve, a nostro giudizio, al Paese».
Gli fa eco il senatore Barozzino: «Si è aperta secondo una speranza: che quel scellerato patto del Nazareno fosse scongiurato. Da questo punto di vista ci siamo riusciti. Adesso bisogna occuparsi dei problemi degli italiani al di là dell'elezione del Presidente della Repubblica». Alle loro spalle arriva quindi, il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella. Raggiante dichiara: «Sono contento. E' stata una bella esperienza. Emozionante. Poi votare Mattarella significa votare l'emblema delle lotte alle mafie. Uomo della legittimità e della sobrietà di una vita spesa nelle istituzioni e anche spesso nel silenzio. Ha parlato più con gli atti che con le parole. E' una persona dai grandi valori e di livello straordinario. Mi sembra che il Paese si ritrovi tutto intero sulla figura di Sergio Mattarella».
Il governatore quindi passa alle questioni politiche: «Il Pd si ricompatta e non mi pare potesse essere diversamente. Ma è la gran parte delle forze politiche che si ricompattano visto i numeri del nuovo Presidente della Repubblica. Mi pare che Renzi abbia fatto una genialata, una studiata azione che ha portato i frutti richiesti».
Sul Pd lucano, Pittella quindi auspica: «Il senso di responsabilità che c'e stato oggi deve essere recuperato nei territori e nelle regioni. Fermo restando che sono importanti anche le diversità per una democrazia compiuta».
Gongola invece il senatore del Pd Salvatore Margiotta che aveva 24 ore prima profetizzato la vittoria di Mattarella: «Diciamo che sono un parlamentare esperto e poi confesso senza immodestia di essere stato uno tra quelli che ha tessuto, ovviamente in ultima fila non certo in prima fila, un lavoro di raccordo tra amici ex democristiani del Nuovo centro destra e di Forza Italia. Avevo quindi già colto l'aria che tirava venerdi' mattina». «Per noi - aggiunge Margiotta - è una grandissima soddisfazione e non nascondo un po' di emozione vera perché per tanti motivi sono affezionato a Sergio Mattarella: è una persona che mi è stata vicina anche nei momenti brutti della mia vita».
Da chi senz'altro ha votato per il nome del nuovo Capo dello Stato a chi invece ha scelto la via politica della scheda bianca: «Mi pare che sia un presidente slegato da qualsiasi logica di ipoteca e di controllo da parte di alcuno. Al netto delle decisioni troppo isolate di Renzi mi pare che alla fine il Parlamento con numeri larghissima abbia comunque imposto una propria autonomia per determinare un Presidente realmente forte e autorevole».
Insomma Latronico plaude alla figura di Mattarella ma critica il metodo politico di Renzi, «che si vuole intestare tutte le decisioni e le scelte». A seguire interviene il senatore dell'Ncd, Guido Viceconte: «Abbiamo una eletto una persona di altissimo profilo. Probabilmente il miglior Presidente della Repubblica possibile. Come senatore del Nuovo centro destra sono felicissimo di questa scelta. Gli unici problemi ci sono stati sul metodo politico ma alla fine è andata bene». Piero Lacorazza si affida al web: «La scelta di Sergio Mattarella, figura di altissimo profilo morale e costituzionale, rappresenta un ancoraggio sicuro ai valori della legalità e della democrazia, e lascia ben sperare per il delicato percorso di riforme che il nostro Paese ha intrapreso. Un percorso che, dopo la guida sicura di Giorgio Napolitano, potrà contare sull’equilibrio e sulla serietà di Mattarella». Mi auguro che l’esito di questo voto sia di buon auspicio anche per la ripresa economica e sociale dell’Italia e del Mezzogiorno. A Matteo Renzi, a Pierluigi Bersani, al Pd unito e responsabile, e lasciatemelo dire al lucano capogruppo Roberto Speranza, va il mio ringraziamento per aver riscattato una pagina non edificante che nel 2013 attraversò le istituzioni italiane».
Tranchant invece il giudizio di Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli del M5s. «Tanti modi di dire Dc» dice la Liuzzi mentre Petrocelli incalza «E’ iniziato il Napolitano Ter».

 

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