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Adduce in campo senza mai dirlo
tra molte presenze e troppe assenze

Basilicata

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MATERA - Una prova di forza, il via ad una campagna elettorale anche senza mai parlare di nuova discesa in campo. Il bilancio di cinque anni di Amministrazione Adduce racchiude questo e anche altro. Segna certamente il punto di una buona partecipazione ma mostra anche i limiti di una spaccatura interna al Pd che oltre alle presenze da Bubbico a Cifarelli, da De Filippo a Muscaridola mette in mostra le assenze da Braia ad Antezza, da Lapolla a Giammetta, a Viti. Un’intera area contrapposta, un pezzo numeroso ed importante del partito che non si fa attrarre dall’occasione.
Sono queste le due facce di una mattinata che non entra nel vivo delle questioni, dei problemi, delle situazioni ma forse sarebbe stato troppo complicato. Invia però dei messaggi, fa partire un confronto politico che avrà nuove tappe nelle prossime settimane ma a questo punto la base di ragionamento rimane proprio questa giornata. Si parte dal coinvolgimento che comunque malgrado l’orario domenicale, il lento risveglio a cui spesso i materani si concedono dà delle buone sensazioni, per proseguire poi con la netta impressione che rimane però nascosta in qualche battuta (Emiliano che si lascia andare ad “almeno due sindacature servono per cambiare le cose”) di una decisa intenzione di scendere in campo, mai menzionata, mai affrontata. Adduce che si limita a dire “non ci penso” ma che in realtà vista la giornata, la partecipazione, l’attenzione messa in mostra ci pensa eccome a questa nuova occasione.
Una mattinata che comunque non manca di fornire qualche spunto interessante, in cui lo stesso Adduce sottolinea: «non vedo errori formidabili in questi cinque anni, forse avrei potuto provare a tenere più unita questa maggioranza, non sono riuscito a star dietro a rituali spesso estenuanti e magari ho anticipato in qualche modo il decisionismo di Renzi». Sono le parole che fotografano sotto il profilo politico le difficoltà di una gestione, l’unica concessione fuori dal coro di un’esame di quello che sono stati questi cinque anni. Rispecchiano di fatto il senso anche di tante divisioni che ci sono state nel corso del tempo, testimoniano che poi sotto il profilo politico le tensioni non sono mancano.
E a saper leggere tra le righe si interpreta anche questo. Così come colpisce la volontà di accelerare su regolamento urbanistico e piano di gestione dei Sassi (“presto andranno in Consiglio”), argomenti e questioni centrali nell’ambito delle difficoltà di cammino di quest’Amministrazione troppo spesso accusata di essere andata in deroga a strumenti urbanistici mai approvati. Infine la battuta di Adduce sul suo essere materano: «le origini non si dimenticano ma io sono qui da 40 anni». Argomenti e temi che ricordano tanto una precedente campagna elettorale, molto lontana ma fors’anche molto vicina. Iniziata ieri al cinema Comunale. Con un primo bilancio di 5 anni di lavoro e di governo. Adduce è in campo. Per molti ma non per tutti.

p.quarto@luedi.it

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