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«L'Egrib servirà a dare più poltrone che acqua»
Attacco di Napoli (FI) sul nuovo ente lucano

Basilicata

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«Dell'Acquedotto Pugliese si è sempre detto di un ente che “ha dato più da mangiare che da bere”. Non vorremmo che del nuovo Ente lucano (Egrib) si debba dire che darà più poltrone che acqua».

È il commento di Michele Napoli, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, per il quale «come sempre la fretta fa brutti scherzi e il ddl della Giunta al di là del principio più che condivisibile di “pianificazione dell'asset acqua” non indica il percorso sempre più necessario di riordino degli enti strumentali e di gestione delle risorse idriche - dice il consigliere - È da settimane che si leggono servizi giornalistici sul “toto-nomine” per Acquedotto Lucano e, a cascata, per l'Eipli, Autorità di Bacino, in attesa di conoscere il futuro di Acqua spa. Anche i programmi di riorganizzazione e rilancio dei Consorzi di Bonifica si sono fermati alla nomina del commissario unico per aggregare, solo formalmente, i tre Consorzi, sempre alle prese con debiti pesanti accumulati negli anni».

Inoltre – aggiunge Napoli – l'obiettivo centrale che la Giunta Regionale intende dare all'Egrib è quello di regolare i rapporti con la Regione Puglia che è la Regione che riceve in massima parte le risorse idriche lucane per scopi agricolo, civile ed industriale.

«Sono trascorsi più di tre anni (era il 29 settembre 2011) quando l'allora presidente De Filippo – continua Napoli – in una lunga comunicazione al Consiglio illustrò la strategia del Governo regionale lucano in attuazione dall'Accordo di Programma tra la Regione Basilicata, la Regione Puglia e il Ministero dei Lavori Pubblici, sottoscritto a Roma nel lontano 1999, finalizzato alla regolamentazione dei processi di pianificazione e gestione delle risorse idriche condivise tra le due Regioni, che rappresenta uno dei primissimi esempi di federalismo solidale con riferimento alla risorsa idrica, con cui la Basilicata fornì un mirabile esempio della capacità di contemperare le proprie esigenze con gli interessi dei territori vicini».

 

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