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Le verità di Latronico
su Fitto, Berlusconi, Renzi e Mattarella

Basilicata

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POTENZA - Fittiano è fittiano. Non c’è più alcun dubbio. Ma evita di alzare i toni il deputato lucano di Forza Italia, Cosimo Latronico. Per lui non è questione di dividersi o scindersi: «Fitto non ha creato una corrente interna. Non c’è il tema di una scissione o di un abbandono. Mi pare che Raffaele Fitto, e tanti altri con lui, stia ponendo ormai da mesi una questione politica. Valida. Tanto che negli scorsi giorni anche lo stesso Silvio Berlusconi lo ha riconosciuto».
Insomma per Latronico il problema del centrodestra e di Forza Italia nello specifico non è quello di creare un altro partito ma al contrario: «Bisogna ricreare le condizioni per aggregare di nuovo tutto l’elettorato di centrodestra che ancora esiste e che forse ha solo perso fiducia e si è smarrito». Perché poi a dirla tutta, Latronico specifica: «In fondo anche quanto è avvenuto con Alfano è stato un errore che non ha fatto bene a nessuno se non al centrosinistra e a Renzi che ha sfruttato la debolezza del centrodestra a proprio vantaggio. Oggi bisogna evitare di fare gli stessi errori ma puntare a ricostituir un centrodestra autorevole. Serve a tutto il Paese e al bene della democrazia. Una democrazia sana respira a due polmoni non a uno solo. Un centrodestra debole, di fatto spalla di Renzi, non garantisce scelte positive per i cittadini. E i fatti degli ultimi mesi lo dimostrano».
Latronico quindi più che criticare Berlusconi attacca Renzi e il renzismo. Parla il deputato di centralismo delle decisioni a sfavore delle Regioni, a sfavore delle altre forze politiche e aggiunge concetti quali: «Atteggiamento autocratico e verticistico» che segnano il fallimento delle promesse di Renzi: «Aveva promesso un semestre europeo in cui l’Italia avrebbe ritrattato i vincoli europei. E invece non mi pare sia avvenuto. Mentre il Paese si è ancora impoverito e il Sud è completamente abbandonato».
Latronico attacca dunque sugli ultimi passaggi parlamentari: «Il combinato disposto della riforma costituzionale e della Legge elettorale consegna un quadro preoccupante. Si tratta di riforme singolari e probabilmente dannose. A che serve un Senato ridotto a una sorta di “surrogato dopolavoristico?”». Si chiede il deputato che poi prosegue nelle critiche: «La seconda Camera non viene abolita ma trasformata in qualcosa di poco comprensibile dove la Basilicata verrà rappresentata da un consigliere regionale che farebbe pure il senatore a tempo perso e un sindaco lucano (rispetto ai 7 senatori eletti fino alle scorse elezioni) che oltre a dover garantire l’amministrazione comunale dovrebbe anche occuparsi di questioni delicate in Parlamento. Non c’è affatto il superamento del bicameralismo. Invece così si lasciano competenze delicate e importanti al Senato ma togliendo di fatto il potere elettivo ai cittadini e creando dei senatori a metà che hanno altri compiti sul territorio e che non avranno il tempo per fare tutto al meglio».
Rincara la dose contro le novità istituzionali il deputato forzista e fittiano Latronico: «Per non parlare della nuova legge elettorale che prevede un premio di maggioranza decisivo a chi ottiene un voto in più e concede a chi perde solo l’elezione del capolista. Di fatto una legge antidemocratica che toglie potere di scelta ai cittadini e consegna, di fatto, tutte le decisioni nelle mani delle segreterie di partito». Latronico insomma, al di là delle scelte di casacca, critica Berlusconi per l’assunzione di una linea tropo morbida assunta da FI con il governo Renzi. Linea “accomodante” che non avrebbe portato vantaggi né per il partito e né per il percorso delle riforme in Parlamento. Per questo Latronico ribadisce: «Serve recuperare un’idea di partito che aggredisca la condotta di Renzi, del governo e del centrosinistra»
A una settimana dal voto sul Quirinale - che di fatto ha decretato la fine del “Patto del Nazareno”, e consegnato Berlusconi alle critiche interne - il deputato forzista lucano entra nel cuore del problema: «Mi pare che quel patto sia caduto. Almeno nella forma in cui era stato concepito. Nelle intenzioni doveva garantire delle scelte condivise e democratiche. Invece ha portato a una torsione centralista di Renzi che ha cannibalizzato il centrodestra dopo aver cannibalizzato il suo partito. Lo abbiamo visto con la scelta del Presidente della Repubblica dove ha deciso il nome in una riunione del suo solo partito».
Entrato nel merito, l’attuale segretario regionale di Forza Italia, Cosimo Latronico quindi ribadisce di non essere stato un franco tiratore durante le votazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Non so come fa l’Espresso ha comporre quella liste dei 43 “traditori”. E non so come fa a sostenere che io avrei votato per Mattarella. L’ho detto e lo ribadisco: io ho votato scheda bianca come da indicazione del partito. Oltretutto non so a cosa sarebbe servito fare il contrario. L’ho dichiarato da subito che avevo fatto la scelta della scheda bianca. Non ho smentito l’Espresso perché mi sembrano questioni futili. Un rincorrere delle sciocchezze».
Detto questo, però il problema politico all’interno di Forza Italia esiste. E Cosimo Latronico spiega: «E’ evidente che bisogna ridare slancio al partito partendo proprio da una nuova e chiara linea politica e ripensando alla stessa forma partito. Bisogna passare (gli scappa un sorriso ndr) da una monarchia assoluta se pur illuminata a una monarchia costituzionale. C’è bisogno di uno statuto chiaro del partito e di una classe dirigente autorevole e forte che possa discutere e delineare delle scelte di programma. Forza Italia non può essere ripiegata sulle decisioni estemporanee di Silvio Berlusconi che oltretutto per una azione di logoramento esterna non è stato messo nelle migliori condizioni di agibilità politica». E quindi Latronico anticipa: «Chiarisco con forza che non c’è la difesa di posizioni o postazioni personali. Anche il mio stesso incarico da segretario regionale di Fi, offertomi a sua tempo dalla generosità del presidente Berlusconi, resta completamente nelle sue mani». Ma sono le questioni di prospettiva che infiammo Latronico: guai a parlare di una prossima scissione.
Per concludere il passaggio sulle questioni locali e sulle prossime amministrative a Matera. Esclude gli errori del passato (vedi Potenza città con centrodestra diviso in due tronconi) e rilancia: «Stiamo lavorando, in linea con quanto diciamo a Roma, per la realizzazione di un centrodestra unito e largo che possa seriamente candidarsi a guidare l’amministrazione comunale in alternativa a chi l’ha governata per anni». Da qui le anticipazioni: «Stiamo dialogando seriamente con il mondo civico e le associazioni. L’auspicio è poter coinvolgere nelle scelte i cittadini anche con l’organizzazione di primarie. In questa logica tra qualche settimana svolgeremo una grande manifestazione pubblica con la venuta dello stesso Fitto e di altri big». Ma chiarisce: «Le decisioni dovranno essere assunte non da pochi ma da tanti».
Per la chiusura un pensiero alla leadership nazionale. Si parla di un possibile sostegno di Fitto a Salvini. Latronico taglia corto: «Salvini sarebbe l’avversario preferito dallo stesso Renzi, Non dobbiamo concedergli il vantaggio di scegliersi l’avversario. Dobbiamo al contrario compattarci e delineare prima la linea politica che possa suscitare entusiasmi rinnovati nel nostro elettorato storico e poi proporre la candidatura più prestigiosa e autorevole possibile».

s.santoro@luedi.it

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