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Ore confuse di riunioni e trattative
Un’ipotesi di esterni, lacerazione nel Pd

Basilicata

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POTENZA - «Una dialettica politica fatta di attese e posizionamenti non è compatibile con le tempistiche che governano la drammatica situazione finanziaria del nostro Comune». E tanto per precisare, dice Alessandra Sagarese (Insieme si cambia), «alla città di Potenza non interessa la schizofrenia di un ragionamento politico cittadino del tipo “non vogliamo la poltrona, ma vogliamo indicare i requisiti di chi può eventualmente occuparla”, formulando diktat che, peraltro, non dovrebbero comunque essere esercitati da chi non ha funzioni per esprimerli». Anche in questo sta il voto favorevole al piano di trasporto pubblico da parte della Sagarese. «Un voto di responsabilità», con cui si è distaccata dalla posizione di astensione dei gruppi Pd e Insieme si cambia.
In quel voto (l’altro sì di area dem è stato di Donatella Cutro di Socialist & Democrat) si esplicita ancora una volta la divisione interna ai democratici - da un lato i renziani vicini a Polese e Pittella, dall’altro i gruppi Santarsiero e Speranza. Ed è questa spaccatura che potrebbe paradossalmente essere la chiave per risolvere il lungo logorio del giunta/non giunta di larghe intese.
Come costruire il governo di rinascita cittadina, tenendo dentro tutte le forze disponibili e costruendo un equilibrio, magari precario, ma pur sempre equilibrio?
Certezze non ce ne sono più. Non dopo decine di schemi fatti, varati, poi ritirati. E anche il clima generale, dopo il consiglio infuocato sul trasporto, ha fissato i margini - stretti - dell’ultima manovra possibile.
Sabato scadrà il termine per il ritiro delle dimissioni del sindaco De Luca; in caso contrario la città di Potenza andrà al voto.
De Luca, martedì, ha ribadito quanto ritenga pericolose per la città nuove elezioni («ma non per me, non mi ricandiderei»). Così, seppur con toni moderati, in un commento al voto sul piano trasporti ieri lasciava «aperta la porta». Ha ringraziato sia le forze che hanno approvato il piano, sia il centrosinistra che con l’astensione «ha dimostrato un alto senso di responsabilità verso la nostra città».
«Dobbiamo trovare la capacità di guardare insieme al bene della città, rendendo concreta quella seria collaborazione amministrativa», sollecitavano Roberto Falotico e Vincenzo Lofrano (Potenza Condivisa).
Sullo sfondo, il tema finanziario: la città di Potenza deve approvare nei prossimi 90 giorni un bilancio in pareggio. Senza trasferimenti di Regione e Stato è impresa impossibile: «Sarà senza alcun dubbio fondamentale il peso specifico da far valere uniti nelle sedi opportune, regionali e nazionali, per avere i giusti riscontri economici che la città capoluogo della Basilicata merita», ricordavano i Popolari per l’Italia, in una nota a firma di Aurelio Pace, Franco Morlino e Giovanni Salvia.
La stretta alle trattative di ieri sembra abbia dato un impulso nuovo al superamento dello stallo.
Le “forme” possibili di un esecutivo di larghe intese sono diverse. Una è proprio Sagarese a indicarla. Inutile «dibattere inutilmente sulla composizione di una giunta, che ben potrebbe, a mio parere e in questa ipotesi, restare la stessa attualmente in carica». Dando magari tempo al Pd di celebrare la fase congressuale e trovare - si spera - un equilibrio di forze interno. E con forse solo un paio di modifiche per dare rappresentanza ad alcune forze del centrosinistra.
Tra le ipotesi che si sono rincorse anche quella di una giunta tutta di esterni: una scelta che faciliterebbe la quadra nell’area del Pd vicina a Roberto Speranza. Difficile, però, che i renziani accettino di buon grado una soluzione su cui nei fatti, proprio col voto sul piano trasporti, hanno mostrato un distinguo.
Il sindaco dovrebbe mantenere in squadra Gerardo Bellettieri e Leonardo Cuoco. Il secondo è l’uomo di fiducia sulla spesa dei fondi comunitari; sul vicesindaco, invece, De Luca ha sempre fatto prevalere un senso di lealtà, per il grande sostegno elettorale avuto fin dal primo turno. Ma il partito di cui Bellettieri è coordinatore provinciale, Fratelli d’Italia, da giorni ormai contesta le scelte del sindaco, considerate troppo schiacciate sul centrosinistra. La sigla potrebbe così non riconoscere più la postazione di Bellettieri. Analoga distanza sembra emergere con sempre più forza nel gruppo della civica “Per la città”, coordinata da Vincenzo Belmonte.
Ieri sera c’era anche in prima persona il presidente della Regione Marcello Pittella a cercare di chiudere la partita. Complicata e confusa. Come sempre accade quando la mediazione è tra Pd e Pd. volgiamo in quel contesto».

s.lorusso@luedi.it

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