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Intervista con il sindaco Dario De Luca
«Quei tagli? Non basterebbero per recuperare»

Basilicata

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POTENZA - Dietro la porta del sindaco De Luca c’è una lunga fila. Cittadini, consiglieri, giornalisti. E dopo una lunga giornata di incontri, confronti, dichiarazioni, non ti aspetti di trovarlo così disponibile. E invece no. Lui accoglie tutti con lo stessa gentilezza, con lo stesso sorriso, pronto a spiegare e ad ascoltare. Come se da ognuno potesse arrivare il giusto spunto, la soluzione ai problemi enormi di questa città. Perchè - dice - «gli unici interessi che io devo fare e difendere sono quelli della mia città, dei miei cittadini».
Però, sicuramente, «se tornassi indietro no, non rifarei la scelta di ricandidarmi. E del resto io volevo fare una sana opposizione, a quello mi sono candidato. E guardando a quanto accade mi rendo sempre più conto che è quello che servirebbe ora».

E’ una città difficile da amministrare Potenza...

«No, non è difficile. Ora sono entrato meglio nei meccanismi amministrativi. Il problema è finanziario e sul piano finanziario non si può nascondere che la situazione sia molto difficile».

Ma lei sapeva anche prima di diventare sindaco che la situazione delle casse comunali non era florida...

«Il tema dell’enorme debito del Comune di Potenza è stato portante nella nostra campagna elettorale, certo che lo sapevamo. C’è però un disavanzo enorme. Per capirci: il Bilancio di questo Comune è stato strutturato negli ultimi anni per avere una spesa di gran lunga superiore alle entrate. Entrano 70 milioni ma ne escono 94 milioni. E questo è accaduto ogni anno. Nel 2013, con il Salva Potenza, la Regione ha in parte appianato destinando al Comune capoluogo 9 milioni, ma è chiaro che questa situazione alla lunga non può reggere».

Le uscite principali di questo Comune sono rifiuti e trasporti. Ed è quindi su questo che bisognerà intervenire immediatamente. Dove e come tagliare?

«L’Acta in realtà non incide sul disavanzo, perchè il costo è ripagato completamente dalla tassa sui rifiuti. Quindi 17 milioni entrano e 17 ne escono. Quale il problema reale? Il problema è l’insoluto, perchè io quelle tasse dovute le metto in Bilancio ma poi non posso farvi affidamento concretamente. Quindi l’insoluto va a sottrarre liquidità, ma non incide direttamente sul Bilancio. L’obiettivo però ora è cercare di attaccare quel settore per abbattere i costi. E a lungo andare io mi auguro che a beneficiarne siano i cittadini, vedendo diminuire la tassazione che ora è davvero molto alta».

Concretamente come si arriverà a ridurre questi costi?

«La differenziata va certamente avviata, anche se questo non porterà a ridurre subito la tassazione. Stiamo lavorando alacremente, però, per trovare un sistema per ridurre i costi di smaltimento. Un primo necessario passaggio sarà spostare la stazione di trasferenza a Vallone Calabrese. E questo già ci aiuterà molto. E poi stiamo lavorando - e c’è già una prima interlocuzione con Regione e Provincia - a un progetto europeo molto innovativo, a cui stanno lavorando anche degli esperti della nostra Università. E’ un progetto che consentirebbe una riduzione drastica del conferimento in discarica. Un progetto ad impatto ambientale nullo».

E questo avrebbe sicuramente un impatto positivo anche sui cittadini: meno rifiuti significherebbe anche meno tasse.

«Quella che io sto provando a lanciare è una sfida al futuro, in altre città lo stanno facendo. E l’Europa mette a disposizione molte risorse in questo settore. Per questo, con il supporto della Regione e della Provincia (quest’ultima per le autorizzazioni) vogliamo provare a innovare».

Altro nodo importante è il Cotrab, o meglio il trasporto pubblico.

«Noi abbiamo presentato e approvato un Piano di esercizio che consideriamo, per il momento, sperimentale. Saranno i cittadini e le associazioni a valutare nel tempo se il Piano è valido. Per il momento però quel Piano ci consente di dimezzare i costi. Passiamo da 15 a circa 8 milioni. E poi introdurremo l’Infomobilità, un sistema che consente di fidelizzare il cittadino al servizio pubblico. Perchè se ora il cittadino non sa bene se l’autobus è già passato o se passerà, con questo sistema lui avrà un quadro preciso: al prossimo bus mancano 20 minuti e fra 20 minuti passerà».

Un’ultima domanda sugli impianti sportivi e sui servizi in genere: sono previsti tagli e chiusure?

«Non è nostra intenzione chiudere. Certamente - ed è quello che abbiamo fatto - abbiamo rimodulato il servizio, modificando orari e affidando pulizie e vigilanza alle società sportive. Il Comune da solo non può farcela. Quello che voi avete pubblicato è un calcolo fatto dagli uffici comunali per capire quale era la situazione. Gli uffici ipotizzavano: chiudendo tutto cosa andremmo a risparmiare? Ci siamo resi conto che anche chiudendo tutto, il problema non lo avremmo risolto, resterebbero 12 milioni da recuperare. Ma chiudere i servizi non è assolutamente possibile».

Si salverà Potenza?

«Con l’aiuto di tutti sì, io ci sto provando. Ma davvero servirebbe l’aiuto di tutti».

Fuori la fila aspetta, non si può andare oltre. Ci sono fuori anche consiglieri del Pd che nei giorni scorsi hanno assicurato il loro appoggio al sindaco e che oggi, attraverso comunicati stampa, mettono in discussione tutti gli accordi precedenti. Il sindaco legge e sospira. Le battaglie sono appena all’inizio. E su tutti i fronti: Fratelli d’Italia avrebbe fatto una riunione per chiedere la verifica politico-amministrativa dell’attuale giunta. Il partito che ha sostenuto il sindaco in campagna elettorale non ha digerito bene gli ultimi risvolti politici. E la situazione al Comune di Potenza resta ancora più tesa che mai.

a.giacummo@luedi.it

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