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Verso Matera 2019
«La politica resti fuori dai programmi»

Basilicata

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CRESCO in Basilicata, la comunità che unisce 40 associazioni culturali e di promozione sociale dell’intera regione Basilicata, presente nel dossier di candidatura come attore fondamentale per la costruzione di progetti esemplari in vista del 2019, chiede ai rappresentanti politici e istituzionali di proteggere il risultato ottenuto attraverso la partecipazione collettiva, e di non strumentalizzare a fini politici ed elettorali il risultato della nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019.
L’occasione può essere invece utile per approfondire il dibattito culturale sui temi presenti nel dossier, approvato dalla Commissione Europea, nel rispetto dell’attuale contratto stipulato con il Ministero per i Beni e per le Attività Culturali e con la EU.
È opportuno in questo momento favorire l’unità e la coesione necessaria affinché Matera e la Basilicata possano vivere veramente un processo di trasformazione in senso positivo. Matera ha vinto per il lavoro svolto dal gruppo promotore e dalla rete di cittadini e organizzazioni pubbliche e private che hanno sostenuto il percorso di candidatura.
In questo momento è inopportuno distogliere l'attenzione da quello che è il vero obbiettivo della città: lavorare sui processi di coinvolgimento e di condivisione. Il tempo stringe, il 2019 è una data prossima, vogliamo essere pronti, vogliamo continuare a costruire su quanto è già stato realizzato. Volendo fare un paragone, il processo che auspichiamo è del tutto simile al processo architettonico collettivo che ha portato alla costruzione dei Sassi, aggiungendo e non distruggendo.
Auspichiamo ci sia un management all’altezza della situazione, culturalmente evoluto e preparato, con esperienze internazionali, che parli diverse lingue straniere e ragioni secondo gli standard delle politiche culturali europee e internazionali.
Chiediamo che continui a non esserci ingerenza politica nelle scelte del programma, del team della fondazione, ma apertura e condivisione utilizzando tutti i mezzi e gli strumenti disponibili per poter contribuire al percorso con idee, progetti coerenti, implementando il programma laddove si renderà possibile e necessario.
Chiediamo, che per il 2020, le questioni legate alle politiche di sviluppo della Regione, attraverso l’utilizzo dei fondi Fesr, Feasr, Fse, siano allineate, nel rispetto dei regolamenti europei, al processo di crescita di Matera 2019 con interventi e misure caratterizzate da una visione lungimirante e da un’ottima capacità amministrativa per la gestione e la realizzazione delle infrastrutture, dei contenitori culturali, delle azioni da realizzare in ambito pubblico-privato.
Chiediamo alla politica di occuparsi dell’integrazione tra i fondi europei per le politiche di sviluppo, spendendo al meglio i 3 miliardi di euro a disposizione fino al 2020, senza offendere e smontare un percorso avviato e approvato che ci vede protagonisti vittoriosi in Europa.
Solo con il migliore utilizzo integrato delle risorse disponibili e con il potenziamento della capacità amministrativa di dirigenti e funzionari pubblici si potranno ottenere la Banda Larga,il potenziamento della ricerca, la zona franca urbana, la scuola di restauro, lo sviluppo delle imprese, il lavoro, lo sviluppo rurale, i trasporti, e via dicendo. Abbiamo vinto anche perché il supporto istituzionale è giunto a tutti i livelli, dalla Regione e dagli enti locali uniti, dimostrando di essere già forza propulsiva per il cambiamento, con forza e potere contrattuale per lo sviluppo complessivo integrato.
Abbiamo bisogno di intelligenze e competenze, di forze giovani e internazionali, in grado di interpretare il futuro secondo i bisogni di oggi e di domani.
Abbiamo una grande piattaforma culturale a disposizione, non una fumisteria. La politica abbandoni questo campo e non si improvvisi ad occupare un posto che non le compete per inesperienza sulla programmazione europea Ecoc.
La commissione ha apprezzato l’intento della città di essere in prima linea tra chi si impegna per rendere accessibile la cultura, specialmente attraverso le nuove tecnologie per l’apprendimento e l’inclusione sociale.
La commissione ha tante motivazioni per aver portato Matera sul podio del 2019 non solo per densità storica e per la straordinaria accumulazione di esperienze ma anche perchè abbiamo risposto ad una domanda di futuro.
C’è spazio per le co-produzioni culturali internazionali, con l’adozione di metodi trasparenti, sono previsti gli approcci inclusivi, con la riqualificazione del pubblico, ci sono idee di grande portata come la scuola di design e il museo DEA, sono contemplate nuove narrazioni, c’è una grande apertura digitale, con l’adozione delle tecnologie più avanzate, accompagnate da scienza, arte e relazioni internazionali.
Abbiamo l’occasione di costruire insieme un altro Sud, con un nuovo linguaggio, operando secondo il metodo della sociocrazia, in un percorso chiaro e definito, aperto e condiviso, approvato e riconosciuto come visionario e innovativo. Abbiamo un contratto da onorare con i cittadini europei e con le istituzioni che ci hanno incoronato capitale.

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