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Matera2019, traino per il Mezzogiorno
La vittoria vista da Bruxelles. Intervista a Gianni Pittella

Basilicata

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Non è esagerato dire che forse siamo davanti alla seconda grande occasione di reputazione internazionale, dopo Pitagora

Noi abbiamo nelle nostre mani una opportunità immensa, che non è “calata dal cielo” ma è stata il frutto di una grande azione collettiva. E’ proibito sbagliare anche una sola mossa, tutto va pensato e realizzato a misura del profilo internazionale nel quale Matera ha vinto e Matera deve brillare come centro di cultura, arte, spettacolo, ambiente, turismo, umanità .

Le chiedo subito la percezione che se ne ha in Europa, quale curiosità suscita, cosa chiedono i suoi colleghi, cosa immaginano?

Gentile direttrice lei nemmeno immagina quanti colleghi mi parlino di Matera e chiedano informazioni perché vogliono visitarla...ma la cosa che più mi ha reso felice è che con la vittoria ottenuta il nome di Matera è sulla bocca del grande pubblico, non solo degli addetti ai lavori. L’altra mattina il mio barbiere romano mi ha detto " devo farmi un week end di vacanza con il mio compagno ma non andrò nella penisola sorrentina dove vado sempre, voglio venire a Matera ".

Ma il luogo - Matera, la piccola Basilicata -ha la forza di imporsi come specificità territoriale o la vittoria viene associata a tutto il Mezzogiorno d’Italia?

Matera deve diventare il traino o uno dei traini della svolta del Mezzogiorno. Noi abbiamo dimostrato che con pochi soldi, con la intelligenza delle nostre comunità e con l'aiuto dell’Europa si può vincere una cosa grande,ora attorno a questa determinazione culturale e politica va chiamato a concorrere il Mezzogiorno che sa fare e che vuol fare. Poi ci saranno sempre gli sfascia carrozza, i pessimisti a vita, coloro che si lamentano e non fanno,ma la maggioranza del popolo meridionale ha le caratteristiche che Matera ha dimostrato di avere. Si tratta di coinvolgerla in un disegno e c' è bisogno di un motore.

Vista da qui, da una prospettiva regionale, spesso conflittualmente localistica, Matera2019 deve mettere in campo un grande progetto perché diventi -appunto - forza trainante per tutto il Sud. Cosa bisogna fare, secondo lei?

Quello che c' e da fare è scritto nel programma presentato a sostegno della candidatura e sul quale abbiamo vinto. Alto profilo, altissimo, va preservato questo target. Non indulgere nelle piccole cose, non serve. Poi ovviamente su quella piattaforma è giusto innestare integrazioni che vengano dalla società materana e non solo,ma senza cambiare il senso. Se viene una idea come quella di realizzare il museo demoetnoantropologico non solo bisogna accoglierla ma va assunta come una delle priorità del programma. So di un confronto molto vivace e credo che vi debba essere apertura agli arricchimenti che vengono da autorevoli personalità e la coerenza con l'impianto originario.

La vittoria di Matera è stato anche il premio di una forte convinzione collettiva, di popolo, si diceva un tempo, di comunità si dice oggi. Ha rappresentato il miracolo di una partecipazione che ha messo da parte i soliti conflitti della politica, che oggi, puntuali, stanno riemergendo nella campagna elettorale. Come tutelare questo risultato, come lasciarlo fuori dalla lotta per il potere?

Quando ci sarà la campagna elettorale io sarò al fianco del candidato del mio partito, ma sarebbe bello se tutti i candidati assumessero un impegno d'onore ad andare avanti sulla strada intrapresa. Non scherziamo su Matera ci giochiamo l'ultima carta e ogni pur legittima aspirazione personale deve misurarsi con l'imperativo morale di non tradire la grande scommessa che abbiamo lanciato insieme alcuni anni fa.

Quando i commissari sono venuti a Matera, guardando le mille bandiere colorate a mano esposte sui balconi della città, hanno apprezzato la forte convinzione collettiva a essere protagonisti di una nuova storia. E’ altresì vero che senza risorse pubbliche i progetti restano progetti. Diciamo che finora il peso dell’investimento non l’abbiano sentito come prevalente rispetto alle scelte di strategia progettuale. Non c’è il rischio, oggi, di assistere all’assalto alla diligenza? In altre parole che tipo di ruolo deve avere la politica?

La politica deve guidare. Alla politica è chiesta visione, programmazione, coerenza attuativa e coinvolgimento delle forze vive della società, dalle singole personalità che storicamente hanno alimentato il dibattito nella città , ai nuovi attori, al mondo della impresa e del lavoro, all'associazionismo. La politica deve allargare i confini. Io lo faccio in Europa e per ciò che posso nel sud, ma deve essere una impresa comune, allargare , creare reti, condividere con le altre regioni del sud ,e con tutta la macroregione euroadriatica un’offerta comune di cultura, arte, turismo, enogastronomia, mare, aria, montagna, sport in cui Matera sia il primo punto di attrazione e di smistamento .

Quali sono le coordinate sulle quali, secondo lei, bisogna puntare da questo momento in poi? Una delle discussioni ricorrenti, per esempio, è sulle infrastrutture. Cioè bisogna allargare la casa per accogliere gli ospiti? Bisogna costruire un teatro nuovo? Uno del padri del Dossier,Joseph Grima, ad esempio, sostiene che non serve.

Io credo che spetti al governo, coinvolgendo le istituzioni regionali e locali, lanciare un programma di infrastrutture che ruotino attorno a Matera città europea della cultura. So che il premier Renzi è pienamente consapevole della forza espansiva che questo titolo ha per l'intero sud e mi aspetto che si lavori sulle infrastrutture. Bene la Napoli Bari ,bene la Matera Bari, delle quali ho recentemente discusso con l'amministratore delegato di Ffss, ma occorre un piano organico che riguardi l’ intera logistica meridionale .Teatro nuovo sì o no,non facciamoci prendere dall'innammoramento per le semplificazioni, senza chiederci per fare cosa...

Come l’Europa può aiutarci? E noi cosa possiamo dare all’Europa? E’ possibile immaginare per i giovani europei un “Dirotta su Matera?

Matera deve far molto per l’ Europa,deve donare la immensità di se stessa, del suo patrimonio introvabile nel mondo. L’Europa le ha offerto la occasione della vita, le offre strumenti finanziari importanti, noi organizzeremo su Matera grandi appuntamenti per i giovani. Io ci credo.

Di chi dev’essere la regia delle regie di questi anni? Del sindaco? Della fondazione?

Anche qui non mettiamoci a litigare sul nulla perché serve una regia complessiva! Materia 2019 è una chance per tutta l'Italia non solo per il Mezzogiorno e serve la mobilitazione di tutto il Paese e dell' Europa. Potremo contare sul sostegno di Roma e di Bruxelles. È' il momento di fare e pensare in grande.

l.serino@luedi.it

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