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In equilibrio politico precario
Restano delicate le relazioni in Consiglio

Basilicata

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POTENZA - Non sarebbe stato il caso di discutere delle linee programmatiche presentate dal sindaco ormai mesi fa. Non sarebbe stato opportuno farlo ieri, a quadro politico cambiato, rimescolato e ancora non del tutto risolto. Non sarebbe stato opportuno - soprattutto - lasciare che le tensioni presenti in ognuno degli schieramenti finissero con l’esternare nuovi scontri in un dibattito pubblico.
Così il consiglio comunale di Potenza ieri ha rinviato la discussione sulla proposta politica presentata dal sindaco lo scorso autunno. La seduta è andata avanti tra interrogazioni, la surroga del consiglieri Rocco Pergola con Piero Calò (Socialisti Uniti) e alcune delibere (su tutte, la variante al Regolamento urbanistico rispetto alla tutela paesaggistica).
Tutto il resto è passato tra i corridoi e il cortile di via Nazario Sauro, tra il presidio dei lavoratori del servizio di pulizie e le proteste degli ambulanti, tra i capannelli e le sospensioni dei consiglieri. Con un’assenza - quella del segretario generale dell’ente - che si è fatta notare.
Il clima a Palazzo di Città continua a essere di grande tensione. Il documento di sostegno all’azione del sindaco ratificato da 24 consiglieri lo scorso 14 febbraio, quasi tutti del centrosinistra, non sembra aver stabilizzato le relazioni politiche cittadine.
Proprio il rapporto tra sindaco e consiglio è uno dei temi che un pezzo del Pd vorrebbe affrontare. Alcuni democratici, soprattutto quelli più vicini a Roberto Speranza e Vito Santarsiero, continuano a non accettare il metodo di alcune scelte, come accaduto per l’assegnazione della gestione delle strisce blu. La scarsa condivisione e il mancato coinvolgimento - questo il senso dei malumori - non si abbinano all’apertura consegnata in quel documento.
Qualche insofferenza è evidente anche nell’altro schieramento, soprattutto rispetto alla relazione da costruire con la cittadinanza e le aspettative dell’elettorato. Giorni di tira e molla sulle larghe intese chieste dal primo cittadino e a cui la politica potentina non è riuscita ad approdare, hanno avuto un impatto poco positivo sulla percezione comune. Al sindaco De Luca da giorni i consiglieri delle sue liste Fratelli d’Italia e Per la città chiedono di mantenere ferma la frattura con il passato e con le amministrazioni precedenti. Ne discuteranno anche oggi, ancora una volta pubblicamente, in una conferenza stampa convocata dai consiglieri Vigilante (Per la città), Galella e Giuzio (FdI) sulle vecchie spese per la festa patronale.
Un certo imbarazzo trasversale è stato mostrato rispetto al caso del segretario generale. Giovanni Moscatiello, responsabile del settore Finanze, ha firmato il provvedimento con cui gli viene assegnato un premio di produzione da 8mila euro. In un momento di tagli e sacrifici per gran parte della popolazione, dipendenti comunali compresi, l’azione, per quanto legittima, è apparsa inopportuna.
Così, dopo alcune dichiarazioni pubbliche, la richiesta di visionare gli atti da parte di Michele Cannizzaro (Liberiamo la città) e un inedito “accordo” bipartisan sul tema (l’ex capogruppo Pd Carretta ha fatto sue le parole dell’avversario Vigilante), il sindaco ha dovuto precisare. De Luca ha ratificato una valutazione positiva sull’operato del segretario generale, un atto doveroso a dimissioni rassegnate dal primo cittadino. Ma, a dimissioni ritirate, non poteva immaginare che la valutazione sarebbe stata utilizzata per un premio di produzione.
Il caso - con l’assenza di ieri di Moscatiello - serve, però, a sollevare anche un altro tema. L’assenza di un dirigente e di un assessore al Bilancio (dopo la revoca di Maria Martoccia, la delega è in capo al sindaco) non sembrano un’opzione adeguata allo stato di difficoltà economica della città. Con un dissesto approvato, un disavanzo di diversi milioni di euro e il bilancio di previsione da mettere in pareggio - chiedono un po’ tutti - servono forze dedicate.
E mentre la politica discute e a fatica cerca una strada di ripartenza per la città, sullo sfondo un crescente disagio sociale e il peso del rischio di un nuovo default.
Sono quotidiani gli incontri con i lavoratori dei servizi pubblici che si ritrovano senza lavoro dopo i tagli e la rimodulazione della spesa comunale. Sempre più frequenti i presidi e le richieste di aiuto di cittadini in difficoltà, che la crisi economica ha piegato e a cui i servizi pubblici non riescono a far fronte.
Alla città servono risorse per chiudere il bilancio ed evitare, così, il commissariamento. L’amministrazione dovrà riuscirci entro i primi giorni di maggio. Vanno avanti - ha spiegato di recente il sindaco - le interlocuzioni con la Regione Basilicata. L’unica via di salvezza per la città è riconoscerne il ruolo di capoluogo, e farlo fino in fondo.

s.lorusso@luedi.it

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