Salta al contenuto principale

Matera 2020 lancia la sfida
Battesimo di fuoco per il movimento civico

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 33 secondi

MATERA - Un’arca di Noè sulla quale tutti i cittadini di buona volontà possono salire, quindi con spirito di sacrifico, non semplicemente per saltarci su, ma per lavorare.
Con questa metafora, l’imprenditore Angelo Tosto ha definito il movimento “Matera 2020”, che si pone come forte antagonista alla solita corazzata di centrosinistra, tanto da giocare d’anticipo sull’avversario perso tra i tavoli politici, presentando la batteria dei cinque candidati alle Primarie aperte del prossimo 22 marzo. Il battesimo del fuoco è avvenuto ieri mattina, in un teatro Duni gremito dalla classe imprenditoriale materana, ma anche da tanti supporter e qualche pezzo di politica che conta, come il senatore Cosimo Latronico (FI) e il coordinatore provinciale degli azzurri materani Antonio Stigliano.
In testa c’era Raffaello De Ruggieri, avvocato e protagonista indiscusso della storia culturale della città, con gli amici Antonio Serravezza, imprenditore legato al poli del salotto, l’architetto Venanzia Rizzi, il vice prefetto vicario a Brindisi Mariarita Iaculli, materana doc, e il 26enne Massimiliano Amenta.
La convention è stata moderata dal direttore del Quotidiano, Lucia Serino, partendo da una celebre frase del meridionalista Guido Dorso, che si chiedeva se esistesse una nuova classe politica nel Mezzogiorno e 100 uomini d’acciaio per guidarne la svolta. Sul palco, infatti, campeggiavano cento sedie di ogni tipo e fattura, come l’elettorato ideale di Matera 2020, e una scala, bella raffigurazione del quadro “Questa città che sale” di Boccioni.
Riferimenti culturali importanti, che hanno delineato la cifra stilistica di De Ruggieri, invitato per primo sul palco. A lui, 80 anni ad ottobre, cresciuto tra cultura, natura ed avventura, il compito di aprire le menti dell’uditorio; lo ha fatto partendo inevitabilmente da Matera 2019, che aveva animato parte del secondo filmato di lancio, dopo la bella rappresentazione della città per immagini, sulle note della “Tricchiesca” materana, interpretata dalla Filarmonica di Berlino.
«Io ho la tara di essere un visionario -ha esordito l’avvocato- così abbiamo trasformato la città in questi anni ed oggi vorremmo continuare la missione, perchè la vittoria di Matera 2019 va capitalizzata, ma in giro non colgo l’intenzione di farlo, bensì assistiamo a un gioco per posizionarsi su di una scacchiera spodestando il re avversario. Non possiamo essere frutto di strategie per il potere: o governiamo la vittoria, o ci ritroveremo come la notte del 3 luglio, con il buio dopo i fuochi pirotecnici». Eppure De Ruggieri aveva iniziato a lavorare per Matera 2019, salvo poi prenderne le distanze. Lo ha rimarcato la Serino. «Certo -ha replicato- perchè la cultura è produzione, scambio, diffusione, non acquisto. Questo cartellone è un eventificio, che non lascierà nulla dopo. E’ bene sapere che la vittoria non è targata Pd, ma Matera e Basilicata», e su questa frase è scattato l’applauso.
Il discorso si è poi spostato sul piano politico, quando De Ruggeri si è detto soddisfatto per aver contribuito ad armonizzare anche il Pd, «così avremo un avversario più credibile», ha detto. Non una parola contro il sindaco uscente Adduce, ma solo contro la gestione miope della città, «che -ha detto- ha un enorme potenziale inespresso; il nostro movimento vuole stabilizzare il futuro, facendo di Matera un modello culturale per il Mezzogiorno, con il coinvolgimento attivo dei cittadini, liberi dai partiti. Per questo, il movimento non vuole essere corrosivo, ma catalizzatore».
Sul tema dell’appartenenza politica del movimento è intervenuto Tosto, stimolato da una domanda di Lucia Serino. «La mia storia è civile -ha rimarcato- non sono mai stato iscritto a un partito. La città non può essere più gestita dall’esterno, questa è la situazione che vogliamo ribaltare. Per il traguardo del 2019 non ho mai fatto il contestatore, pur essendo all’opposizione in consiglio comunale, ma oggi è tempo di andare oltre, ecco perchè noi ci proiettiamo al 2020 con un disegno costruttivo».
Ha chiuso la giornata la breve presentazione dei candidati, da cui è emersa una vocazione sociale e culturale per l’architetto Rizzi, oggi residente in Finlandia ma con il cuore nella sua Matera. Serravezza ha posto l’attenzione sul tema del lavoro e del decoro urbano, che rappresentano due biglietti da visita importanti, anche per la Capitale europea della cultura, «chi arriva qui -ha detto- non può trovare una città abbandonata alla miseria». Mariarita Iaculli ha rimarcato la sua forte materanità, dopo anni di servizio nella Prefettura cittadina, insistendo sul concetto di legalità e rispetto delle regole, ma anche di una candidatura di servizio con e per i cittadini. Il giovanissimo Amenta ha, invece, rappresentato il suo mondo, quello di un trentenne nel 2019, che non vuole lasciare la propria città, ma restare protagonista del suo futuro, «mai stare fermi -ha detto- è l’ultima chance per questa città, non possiamo perderla». La chiosa è stata di nuovo per De Ruggieri, che ha voluto sfatare il mito della sua età anagrafica, definita da taluni dirimente e incompatibile con la carica di sindaco: «Mio padre diceva sempre che la vecchiaia si vive col cervello e non sempre 4 volte 20 fanno 80». Il 24 ottobre l’avvocato materano compirà 80 anni, chissà se li festeggerà da sindaco in carica.

a.corrado@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?