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Pd in ostaggio delle correnti
Il partito si rifugia nel rinvio tattico

Basilicata

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POTENZA - Partita sospesa per impraticabilità di campo. Si scrive così nel calcio. Nella politica no. Ci sono altre forme. Si potrebbe scegliere di scrivere: sospensione tattica; rinvio responsabile; attesa degli eventi.
Ma la verità è che il Pd lucano è nel caos. Non si riesce a decidere nulla. Così ieri, dopo oltre sette mesi dall’elezione del segretario regionale, il Partito democratico lucano ancora non riesce a completare gli organigrammi. Questo il dato. Poi ci sono le motivazioni. Di volta in volta differenti per qualsiasi scelta che da oltre anno nel Pd lucano diventa il caso del secolo.
Nello specifico di ieri, il problema è riconducibile agli equilibri interni alla macro area renziana. Da quanto si è appreso ci sarebbe stata in tal senso anche una litigata tra Luca Braia e Salvatore Margiotta.
Di fatto ieri mancava tutto un pezzo dei renziani lucani: non si sono fatti vedere infatti nè lo stesso Braia e nemmeno la deputata Maria Antezza e il consigliere regionale Vito Giuzio. Non è stata un’assenza casuale ovviamente.
Per i margiottiani (il senatore assente non fa notizia essendo autosospeso) c’èrano invece Locantore e Lospinoso. Per i pitteliani invece erano al loro posto i due consiglieri regionali Mario Polese e Vincenzo Robortella.
La vicenda è legata alle scelte di Matera, ma non solo. Ieri Luongo - che alla fine senza spiegare il perchè ha chiesto il rinvio dell’Assemblea scusandosi per il disagio arrecato a tutti coloro che hanno raggiunto Potenza dai territori lucani - ha comunque preso atto che non c’erano le condizioni per andare avanti nella nomina degli organismi. In pratica assodata la vicepresidenza da assegnare a Dino Paradiso - che si è lamentato e non poco per la decisione del rinvio senza spiegazioni - per il resto delle postazioni in quota Renzi (la presidenza e un’altra vicesegreteria) non c’era accordo.
In realtà la margiottiana Locantore doveva essere eletta presidente dell’assemblea. Ma mancava l’accordo sulla vicesegreteria. L’assenza di Braia (e Antezza e Giuzio) ha plasticamente reso vano tutto il resto con il disappunto non celato degli altri renziani che invece si sono presentati.
Il risultato comunque è stato che Luongo ha preceduto con l’elezione del tesoriere del Pd e cioè riconfermando Raffaele Colangelo che in precedenza aveva relazionato sul bilancio del partito per l’anno 2013 che al primo dicembre 2014 aveva un avanzo di quasi 70 mila euro. Insomma la riunione di ieri (oltre a ricordare con un minuto di silenzio gli scomparsi Berardone e Dinardo) è servita a chiudere le questioni economiche e nulla più.
Poi tanto gossip con Braia messo al centro di molte discussioni private. Il vero nodo rimane però sempre lo stesso: come far quadrare i conti tra candidatura del sindaco di Matera (Adduce ieri era presente) e rimpasto di giunta regionale. Per il resto i luonghiani da parte loro ci hanno tenuto a far sapere che loro comunque erano presenti in massa e pronti con tutti i tasselli messi al loro posto. E la presenza del capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, Roberto Speranza ne era la “prova”. Per dirla tutta c’era stata qualche fibrillazione nell’area De Filippo ma poi rientrata.
Ma intanto ieri per l’ennesima volta il “gigante” Pd non è riuscito a partorire nemmeno il più classico dei topolini.

s.santoro@luedi.it

 

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