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Gli antezziani aprono al dialogo
Domino complicato all’interno della componente del Pd

Basilicata

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MATERA - Un documento a firma dell'area renziana regionale inviato da Luca Braia segnala una serie di piccole aperture rispetto alla candidatura a sindaco di Salvatore Adduce ed alla ricerca di una sostanziale unità all'interno del Partito Democratico. Ma è anche probabilmente il segno di una spaccatura in atto all'interno della stessa area renziana di Matera. Un domino complicato ma che va evidentemente raccontato. Quel documento infatti non pare essere stato condiviso, almeno sul territorio, ma è il frutto di un confronto avvenuto all'interno della componente antezziana del partito. Difficile anche pensare che il presidente della Regione Pittella lo abbia avallato senza sentire i suoi a Matera. Ed allora mentre Braia e l'Antezza aprono ad Adduce, Viti e i pittelliani Giammetta e Lapolla in testa, confermano in una riunione conclusasi nella serata di lunedì (più o meno quando partiva il comunicato di Braia) la linea di un no secco ad Adduce e di voler lasciare “libertà di coscienza e di scelta” rispetto al candidato sindaco.
Insomma il comunicato che riportiamo nel dettaglio sembra provocare solo un'ulteriore spaccatura all'interno dell'area renziana del partito della città di Matera con l'area Antezza (quella più forte politicamente e su cui si starebbe lavorando con più insistenza a livello regionale) che apre decisamente ad un accordo.
«Come uscirne? Il nostro approccio propositivo ed inclusivo ed il nostro senso di responsabilità, ci impongono di chiedere a gran voce che si riapra immediatamente il dibattito - si legge nella nota a firma dell'area renziana regionale - coinvolgendo tutte le aree di un Partito che deve dimostrarsi capace soprattutto in momenti come questi di ritrovare la massima unità possibile per vincere una competizione elettorale difficile come quella che è giunta oramai alle porte». Il primo passo e la prima apertura è ad un dialogo che i fatti di sabato avevano chiuso perchè vissuti come una porta sbattuta in faccia.
Ma poi ci sono anche riferimenti concreti probabilmente alla richiesta di separare la figura del sindaco dal presidente della Fondazione: «Attendiamo ora atti concreti ed impegni ufficiali sulle questioni poste e le indicazioni relative ad un programma elettorale che non può rinchiudersi esclusivamente dentro il pur vincente “Dossier Matera 2019”, che sia invece anche in grado di recuperare ed immaginare soluzioni per le tante criticità ancora esistenti in città e che possa consentirci di riprendere il percorso bruscamente interrotto». Ma l'apertura più forte e consistente ad un Adduce bis sta nelle ultime righe di quella nota in cui i renziani (o parte di essi) «Consapevoli che il raggiungimento di una soluzione più unitaria possibile di sostegno a Salvatore Adduce passa anche attraverso il recupero di quel valore di democraticità all'interno del partito che purtroppo sabato sera è andato smarrito». Insomma l'ipotesi di sostenere la candidatura di Adduce che Viti e i pittelliani materani non prendono ad oggi in considerazione come dimostra l'incontro tenuto lunedì sera e la conferma di una presa di distanza da quella scelta, viene invece presa in considerazione dal resto dell'area renziana o forse è meglio dire dall'area antezziana del partito.
In tutto questo rimangono le critiche alla gestione di Muscaridola: «Il segretario di un partito e ancor più un segretario di un circolo importante come quello di Matera del Partito Democratico è colui che una volta eletto, al di là del come, si fa terzo super partes, al fine di perseguire l’obiettivo di far vivere e crescere dentro uno spazio politico una pluralità di persone, culture e sensibilità. Ecco perché riteniamo totalmente inopportuna la forzatura consumata sabato a Matera soprattutto nei confronti del Segretario Regionale del Partito Democratico Antonio Luongo, a cui riconosciamo lealtà e volontà di costruire una unità sempre più complessa da realizzare». E viene confermata anche la critica a dimissioni giudicate “tardive”. «A poco servono quindi le dimissioni postume di un Segretario Cittadino che invece ha affrontato anche le ultime fasi di questa vicenda in maniera inadeguata con azioni che stanno determinando in queste ore ulteriori lacerazioni nel Pd e nel Centro Sinistra e che potrebbero risultare fatali per l’esito elettorale oltre che per la dialettica di un normale partito». Critiche che però oggi vengono superate dai fatti e lasciano presagire che magari sulla questione della Fondazione e con il lavoro di mediazione di Luongo (qualcuno dice anche con forti pressioni romane) un accordo con l'area antezziana sulla candidatura di Adduce potrebbe anche arrivare nelle prossime ore. Per ora però Pittella nicchia, i pittelliani materani e Viti prendono le distanze e valutano la miglior soluzione con Tortorelli in pista e pronto a diventare un altro ago della bilancia. Il Pd continua a vivere questo suo percorso travagliato che rischia di essere pagato a caro prezzo.

p.quarto@luedi.it

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