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Fondazione sanitaria, nessuna spending review
Centosettanta mila euro all’anno per i compensi

Basilicata

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POTENZA - Un Consiglio d’amministrazione con un numero di componenti che può variare da 7 a 9 membri, un presidente, un direttore amministrativo, un revisore dei conti e ancora un comitato scientifico (da tre a 9 componenti), con tanto di presidente. E’ a dir poco elefantiaca la struttura di Basilicata ricerca biomedica, la neo nata Fondazione che si occupa di ricerca in ambito sanitario. Un organigramma che così composto sembra andare in direzione contraria rispetto ai principi di razionalizzazione e spending review che, almeno in termini di buoni propositi, la Regione si è data.
Eppure, da un pò di tempo a questa parte, la logica adottata per società partecipate ed enti strumentali, è stata opposta: snellimento e riduzione dei costi. Nella legge di riforma dell’Alsia, approvata martedì in Consiglio, si prevede un amministratore unico. Come si conta di fare anche ad Acquedotto lucano (lo statuto è stato già modificato), dove è in programma una sensibile riduzione delle cariche. Commissario unico anche per i Consorzi di bonifica. Ma nella Fondazione, istituita un anno fa, che di fatto ha cominciato a muovere i primi passi solo da pochi mesi, proliferano le cariche. E soprattutto lievitano le spese.
Il costo complessivo a carico del bilancio della Regione per la retribuzione dei vari incarichi è pari a circa 170.000 euro. E siccome le nomine effettuate hanno validità per cinque anni, il calcolo è presto fatto.
Nel dettaglio i compensi sono così ripartiti: 55.460 euro al presidente del Cda, cioè il dottore Achille Patrizio Caputi, nominato dalla Giunta regionale, lo scorso novembre. Più di quarantanove mila euro all’ex assessore alla Sanità, Attilio Martorano, nominato alla presidenza del Comitato scientifico. Stesso compenso, anche per il direttore amministrativo, di cui, però non si ha notizia. Nel senso che la carica è stata istituita, ma non si sa se la Regione abbia effettuato o meno la nomina. Quindici mila euro sono previsti per il revisore dei conti. Senza tener conto dei gettoni di presenza da 256 euro da dover giustamente corrispondere a tutti i membri del Comitato scientifico e del Consiglio d’amministrazione (a eccezione dei direttori generali delle aziende sanitarie che ne fanno parte).
Vale la pensa ricordare anche che nel collegato alla ultima legge di stabilità regionale, la Giunta ha assunto il preciso impegno di provvedere per il recesso della Regione dalle fondazioni alle quali aderisce o partecipa. Certo, quella per la ricerca biomedica è sicuramente un’altra cosa. Istituita presso l’Irccs Crob, ha una mission importante per la Basilicata: promuovere, coordinare e realizzare programmi di ricerca scientifica preclinica, soprattutto rispetto alle patologie emergenti e alle malattia rare. In particolare quelle legate all’inquinamento ambientale, derivanti, a esempio, delle attività industriale o da quelle estrattive. Di fatto, quindi, una realtà significativa per una regione come la Basilicata, a sostegno di un istituto di eccellenza come il Crob di Rionero. Seguita di pochi mesi alla Fondazione dello stesso tipo nata, a esempio in Lombardia, che però si è dotata di un Cda molto più snello. Meriti a parte, dunque, la domanda resta: era davvero necessaria una struttura così imponente?

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