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C'è un gladiatore
per ogni stampa

Basilicata

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NON passerà alla storia come Netanyahu, ma il mondo è piccolo e la stampa americana per definire il leader israeliano che ha parlato al Congresso degli Stati Uniti non ha trovato miglior apposizione di quella stessa entrata nel gergo politico di noialtri, il gladiatore.
Una bella faccia tosta ha scritto di Bibi qualche giorno fa il Foglio. Un illusionista, dicono i detrattori, segnato dall'influenza del padre, oltranzista e pragmatico. Spietato. Gladiatore per la capacità di non frenare davanti all'assedio. Nelle ultime settimane anche il nostro ha ripreso il cammino di guerra. Attaccato più o meno com'era inevitabile (ultima sciabolata dalla Cgil ) rovescia con altrettanto chirurgico antagonismo tutta l'acqua sporca che gli gettano addosso. Sospettoso e solitario, con i fedelissimi dell'area sud che rischia di trasformare in nuovo cerchio magico e con la lama tra i denti.
“Volevano farmi cadere, hanno fatto di tutto in quest'anno per mettermi gli sgambetti”, ha più o meno detto a Rifreddo domenica sera nel suo ennesimo incontro in cui va spiegando che sulla questione petrolio ha ottenuto il meglio che si potesse ottenere, negli stessi giorni in cui tutti i giornali decantano, per la crisi del barile, la fine dell'epoca del cattivissimo J.R. e annotano che ormai i movimenti di protesta e le mobilitazioni vanno spostandosi verso altro.
Ma l'America è lontana e noi non abbiamo la stessa mobilità sociale. Basta un post e parte la digressione al veleno. Capita a tutti. Ieri mattina il presidente del Consiglio, Piero Lacorazza, parlava di Smart Specialization Strategy (Annamaria Testa non ha tutti i torti) ed ecco spuntare il commentatore compulsivo a discettare della strada per Cancellara. Nel mondo glocale in cui rimbalza di tutto, i due presidenti si sono impegnati ad evangelizzare i lucani sulla loro ideologia di governo, non sempre coincidente.
A netto degli studenti contesi, Pittella porta a casa il risultato immortalato nella foto con la sottosegretaria Vicari per rispondere a chi gli rinfacciava di non incalzare il governo sul piano della trattativa sulle royalty (Folino, non c'è bisogno di intelligence). Lacorazza ha avviato invece la sua personale campagna sul patrimonio archeologico e le risorse comunitarie.
Un programma enorme sul quale ha aperto una discussione social. Si contendono la strada del futuro prossimo. C'è un muro, per entrambi i presidenti, che bisogna abbattere. L'idea, pervicace, che insidia le grandi parentesi della storia lucana, il petrolio prima e ora Matera2019. E io che ci guadagno? Sarà sempre questa la domanda sottintesa a ogni discussione. Insomma la cultura dei diritti soggettivi prima di quella degli interessi diffusi. Sarà un lavoraccio dimostrare di essere seduti dalla parte della ragione. Il passato non aiuta. Molte le ambiguità politiche da sciogliere.
Destra e sinistra hanno ancora un senso, come dimostrano molte questioni poste a Bologna da area riformista e che domenica rimarcava una deputata calabrese molto combattiva, come Enza Bruno Bossio. Stando alle ultime cronache politiche si registra anche l’adesione di Fratelli d’Italia al comitato2020 di Matera. Non so cosa ne pensi un vecchio laico e antifascista come l’avvocato De Ruggieri. Rispetto a questo, caro Pittella, da che parte stai?

l.serino@luedi.it

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