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Intervista a Robortella Junior
«Il Pd lucano? E’ vivace ma unito»

Basilicata

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POTENZA - Continua ad avere la faccia di chi non si è “montato” la testa. Non alza mai la voce. Ma in Consiglio regionale, nonostante la giovane età ha dimostrato di farsi rispettare. Vincenzo Robertella risponde sulle prossime comunali, sulla salute del Pd e sulla propria esperienza politica.

E’ il consigliere regionale più giovane della Regione. A un anno e mezzo dall’inizio della consiliatura si sente “cresciuto”?

«Un anno e mezzo di lavoro in Consiglio Regionale ti fa crescere senza alcun dubbio. Considerato che si tratta della mia prima esperienza politica in assoluto non potrebbe essere diversamente. Essere il più giovane consigliere di questa legislatura è sicuramente un motivo di orgoglio, ma anche uno stimolo a migliorarsi di continuo».

Lei è senz’altro un “pezzo” del rinnovamento nella politica regionale. Il processo di ringiovanimento delle istituzioni è ancora una priorità?

«Non si tratta di una semplice priorità ma di un passaggio fondamentale e obbligatorio. In un momento in cui la politica è in grossa difficoltà, con le istituzioni che hanno perso parte della propria credibilità, è necessario vi sia un ringiovanimento nelle istituzioni. C'è bisogno di un nuovo approccio alla risoluzione dei problemi, di idee innovative, di un pensiero libero da ciò che è stato ma, soprattutto, di una grande voglia di fare. In un certo senso qui in Basilicata siamo stati tra i primi interpreti di questa nuova fase, anticipando ciò che il nostro premier Renzi ha successivamente messo in atto con la nomina della squadra di Governo».

In tutta sincerità: le differenze che nota tra i suoi colleghi più giovani e quelli più anziani?

«Premetto che ho un ottimo rapporto con tutti, nutrendo profondo rispetto per le tante personalità presenti in Consiglio. E’ normale ci siano differenze, non solo ovviamente tra giovani ed anziani, ma anche tra gli stessi giovani con diverse esperienze alle spalle e chi inizia il proprio cammino politico, giovane o anziano che sia, come tra chi ha una vita di partito alle spalle e chi il partito non lo ha mai frequentato. Forse la differenza più importante sta proprio nell'approccio diverso dei nuovi giovani e dei nuovi anziani nel volersi liberare di un passato in cui qualche errore è stato commesso, progetto dove non conta l'età anagrafica del singolo consigliere».

Le vicende attuali. Non è che sta facendo un pensierino anche a un posto in giunta?

«Gli assessori in carica stanno svolgendo un grande lavoro, dimostrando di essere all’altezza del ruolo che ricoprono. Oggi raccogliamo grandi risultati, nonostante sia passato solo un anno e mezzo di questa legislatura, raggiunti con l’impegno della giunta regionale voluta dal presidente Pittella. Riguardo un eventuale rimpasto, il presidente ha espresso con chiarezza le intenzioni dell'area Renzi. Da parte mia in questo momento c'è un solo pensiero, lavorare bene ed essere interprete di una fase nuova. Ci sarà poi il tempo per pensare a ciò che può riservarmi il futuro».

Intanto lei è renziano e fedelissimo di Marcello Pittella. Quanto sono simili Renzi e il presidente e quanto sono diversi?

«Sì, sono un renziano convinto perché vedo in lui la persona giusta per far ripartire l'Italia, attualmente in ginocchio dal punto di vista economico e fino a poco tempo fa non credibile a livello europeo. Sono molto vicino al presidente Pittella, del quale ho condiviso e condivido tutta la sua azione politica-amministrativa. Come dare torto al presidente visto che sono state presentate riforme attese da decenni e molte altre sono in cantiere. Vuole e vogliamo tutti dare un'immagine diversa della Basilicata, pronta a fare scelte talvolta impopolari, ma necessarie per il bene dei suoi cittadini. Posso definirli con una piccola espressione? Vanno avanti come due carri armati. E' questa la grande similitudine che noto tra i due Presidenti. Anche se essere rivoluzionario in una piccola regione è ancora più faticoso. Hanno entrambi una grande determinazione, sono carismatici e soprattutto hanno coraggio da vendere. Non conosco bene Renzi, ma la passione con cui Pittella affronta i grandi temi, non credo possa essere paragonata».

Ma il Pd come sta?

«Il partito nonostante ciò che si vuole far pensare, è un grande partito che sa discutere, a volte anche animatamente, riuscendo ad arrivare a decisioni condivise come solo un vero partito sa fare. Certamente le diversità di pensiero all'interno del Pd ci sono ma questo elemento è essenziale dal mio punto di vista, perché il confronto tra pensieri diversi aiuta a riflettere e a ragionare. Bisogna sempre più essere inclusivi, aprirsi alle nuove generazioni non può che rappresentare una forza maggiore».

Intanto si avvicinano le amministrative. Oltre alla situazione esplosiva di Matera ci sono anche altri paesi in cui il Pd rischia di arrivare dilaniato. Si vota anche nella sua zona di origine. Come giudica quanto sta avvenendo?

«Più che esplosiva la situazione Matera, io la vedo come molto serena. Il Pd ha il suo candidato nella persona di Adduce, la questione sia stato giusto o meno non fare le primarie è un altro discorso parte della normale dialettica interna. Il Pd ha deciso di puntare nuovamente sul sindaco che a ottobre 2014 ha ottenuto, insieme all'intera Basilicata, un risultato strepitoso come il riconoscimento di Capitale europea della cultura 2019. Si voterà anche nella mia zona di origine e non nascondo che vedo le sezioni del Pd lavorare molto bene per preparare una campagna elettorale ricca di contenuti».

Ma esistono due Pd tanto diversi in Basilicata?

«Non credo sia così. Magari esistono diversi pensieri all'interno del Pd, ma in un partito così grande credo sia più che normale».

Sente ancora il peso di un papà che l’ha preceduta in Consiglio regionale?

«Più che sentirne il peso ultimamente ne traggo forza. Essere figlio di un ex consigliere regionale è, in un certo qual modo, come un passaggio di testimone, che se da una parte ti rende felice perché hai l'occasione di metterti in gioco e con nuove sfide, volendo anche generazionali, dall'altra tiene alta la tensione perché queste sfide le si deve vincere. Devo dire che mi aiuta molto la sua presenza ed il suo passato, perché alcune volte accostare un po' di esperienza alla voglia di fare non guasta».

s.santoro@luedi.it

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