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«Sbagliato trasformare le royalty in assistenzialismo»
La denuncia di Latronico (FI): puntare sullo sviluppo

Basilicata

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«Abbiamo lavorato in Parlamento in questi anni durante il governo Berlusconi per istituire un fondo per la riduzione del prezzo del carburante a favore dei lucani accrescendo di un altro 3 per cento il valore delle royalties petrolifere a carico delle compagnie concessionarie. Più di 330 mila lucani hanno chiesto di poter usufruire di questo beneficio attraverso la carta carburante rilasciata da Poste Italiane».

Così il deputato Cosimo Latronico (FI) torna sul dibattito pubblico e politico dedicato alla gestione della risorsa petrolifera in Basilicata e alle ricadute sul territorio.

«Abbiamo proseguito questo impegno parlamentare in questa legislatura perché si attuasse la previsione dell'articolo 16 del decreto liberalizzazioni giungendo al riconoscimento del 30 per cento dell'ires versato dalle compagnie petrolifere per effetto dell'incremento delle attuali produzioni minerarie per finanziare un fondo di sviluppo delle infrastrutture e delle attività produttive, oltre che delle misure necessarie per una rigorosa ed attiva tutela ambientale del territorio».

«Nel porre in essere le nuove misure legislative la preoccupazione è stata quella di accrescere le risorse finanziarie a sostegno della tutela ambientale e dello sviluppo del territorio e di qualificarne l'impiego per evitare la polverizzazione inconcludente di questo ultimo decennio. Questa preoccupazione resta e si aggrava se le risorse finanziarie rivenienti dal petrolio saranno utilizzate come un bancomat sostitutivo per alimentare una spesa corrente spesso di natura assistenziale».

Latronico, allora, denuncia: «Non erano queste le intese che a livello parlamentare erano state raggiunte nel dare corso alle modifiche legislative. Sarebbe un tragico errore non comprendere che l'assistenzialismo non genera sviluppo e che al contrario abbiamo bisogno di usare le risorse disponibili come leva finanziaria per attrarre investimenti produttivi e potenziare il sistema infrastrutturale della regione ancora afflitta da uno storico isolamento».

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