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Piani alti e piani bassi
Lo scontro di potere in atto a Matera

Basilicata

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Potremmo risolvere la faccenda come una questione di piani alti e piani bassi.

L'avvocato De Ruggieri abitava in quella parte dei Sassi dove la muffa del tufo non ti dà fastidio. Sarà felice nella tomba Giovanni Spadolini, piccoli repubblicani crescono e avanzano tra biblioteche e libri e un'età che è solo una condizionale nominalistica. E

rano De Ruggieri, Focaccia e qualche altro, ai quali piaceva la differenza, molto snob, di una minoranza aconfessionale e molto avanzata culturalmente. Certe cose te le porti per sempre, nella vita.

Roberto Cifarelli, ma anche Cosimo Muscaridola, abitavano nella zona bassa dei Sassi. Hanno fatto carriera politica, avendola probabilmente cominciata per quel senso di sfida sociale alle ingiustizie che di solito orienta a sinistra, posizionandosi oggi nel sistema di potere Pd.

Ma la provenienza socio ideale ormai in Italia è argomento fuori moda. Il capogruppo regionale del Pd starebbe bene nella parte della volpe in un fumetto.

Le danze pomeridiane dei soliti tafferugli social sono partite, domenica pomeriggio, da una sua irrefrenabile voglia di commentare: ai seggi non c'è nessuno. Fa la sua parte. E sono finite con valutazioni politiche, per esempio quella del senatore Margiotta, di cui forse Luongo dovrebbe tener conto. A prescindere dall'autosospensione.

Il risultato in termini di partecipazione delle primarie un problema lo pone al Pd.

L'effetto Potenza, di cui molto si discute, è la cosa peggiore che possa capitare a Matera. Proprio l'esempio di questi mesi di gestione amministrativa nel capoluogo dovrebbe mettere in guardia gli alchimisti e i contabili delle campagne elettorali. Serve un risultato netto, o di qua o di là, ma netto.

A Matera è in realtà in corso una cosa per nulla sconvolgente e, anzi, abbastanza normale: uno scontro di potere. Se a Potenza la prospettiva era la gestione del dissesto a Matera c'è una prospettiva di crescita alle porte.

Dunque qui e oggi, più che altrove e in altri tempi, lo scontro è davvero altissimo. Questo è il primo dato. Trasversale. Cos'è la discussione attorno alla fondazione se non il sintomo di ciò? Ovviamente anche Angelo Tosto, vero vincitore morale di queste primarie, non è estraneo alla lotta, così come correnti e sottocorrenti del Pd. E' fin troppo ovvio.

C'è però un elemento di contesto. E che ci riporta al ragionamento dei piani alti e piani bassi.

Quando, per esempio, De Ruggieri lancia l'allarme sui vicini e astuti pugliesi lesti a fiutare l'affare di Matersa2019 esprime una posizione culturale pienamente legittima con la sua formazione.

Egli è un aristocratico del bene supremo che è la conoscenza, che solo dai migliori può continuare ad essere coltivata. In via esclusiva e circoscritta, pre democrazia digitale. Per decenni la cultura a Matera si è declinata con un nome prevalente, quello, appunto, dell'avvocato vincitore delle primarie di matera2020 che ora sfiderà Adduce.

La città deve salire, sostiene De Ruggieri, ma quei cento uomini d'acciaio sono l'elite alla quale, per un'utopia di modello politico culturale, va affidata la responsabilità del nostro futuro.

Esattamente l'opposto dello spirito del dossier che ha consentito a Matera di vincere.

Ripeto: la sfera degli interessi corre come un'onda da tutte le parti. Un'onda anomala che calpesta qualunque prospettiva ideale. Ma i processi storici lasciano sempre un sostrato culturale. E' così che cambiano i costumi.

Dunque, al di là di chi vincerà appalti e consulenze, Matera è al suo nuovo, straordinario appuntamento con la storia. In un mezzogiorno che deve crescere attorno ad essa. Con i pugliesi, i calabresi, i siciliani, gli immigrati, siano finnici o marocchini. A questa prospettiva non possiamo rinunciare. Che significa convincersi che tutti possono provare ad offrire il loro contributo di competenze, perché la conoscenza non è più affare per pochi.

Piuttosto che combattere i processi, bisogna adeguarsi ad essi. Facendo in modo che diventino forza nuova (absit iniura verbis) che condiziona chi per secoli ha scelto in via monocratica.

I materani che domenica non sono andati al seggio, escludendo quelli dell'apparato Pd, da che parte stanno? Cosa vogliono fare? Continuare a stare a casa e a partecipare solo alle zuffe digitali? L'interesse dei pochi è frutto, il più delle volte, del disinteresse dei molti. Allora, forza, è il momento di andare tutti a votare.

Partecipare, stavolta, è davvero indispensabile.

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