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C’è Consiglio. Anzi, no
Assemblea convocata e rinviata nel giro di poche ore

Basilicata

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POTENZA - Il consiglio comunale dedicato a Potenza previsto per oggi è stato rinviato a data da «fissare a breve».
L’approdo della caotica convocazione della seduta coincide con l’ipotesi originaria, ratificata al tavolo regionale di martedì scorso, tra i 24 della maggioranza comunale (centrosinistra, più Popolari per l’Italia) e il presidente della Regione, Marcello Pittella.
In quel vertice, convocato per discutere del sostegno economico di cui il Comune ha bisogno per chiudere in pareggio il bilancio di previsione, era già emersa la difficoltà di discutere di lì a poche ore del capoluogo.
La situazione politica regionale, le amministrative alle porte, lo scontro in atto nel Pd non avrebbero potuto garantire una discussione utile. L’obiettivo del consiglio comunale su Potenza è del resto quello di parlare della città capoluogo con i cittadini e le maggiori cariche istituzionali lucane, parlamentari e sottosegretari compresi.
Il capoluogo ha perso ruolo e forza, va sostenuto, riconosciuto. Ma per fare fronte comune davvero - si erano convinti i presenti al vertice - meglio raccogliere il suggerimento del governatore, e rinviare di qualche giorno la seduta. Tanto per concentrarsi sul fronte finanziario: alla città servono circa 50 milioni per chiudere il bilancio pluriennale di previsione.
Qualcosa è cambiato, però, nella conferenza dei capigruppo che giovedì sera ha dato mandato al presidente del consiglio comunale Luigi Petrone di organizzare il consiglio aperto su Potenza: sabato, cioè oggi, così da permettere a cittadini e istituzioni di partecipare.
«Partecipate numerosi», chiedeva ieri qualche consigliere su Facebook ai cittadini.
Il dietro front è arrivato dopo poche ore. Consiglio comunale rinviato, a seguito di una nota del governatore: non ci sono le condizioni per svolgere il dibattito.
È la sintesi istituzionale di un pasticcio che si è consumato innanzitutto nel centrosinistra.
«Come già concordato», ha mandato a dire Pittella senza nascondere un certo disappunto, non avrebbe senso discutere del futuro del capoluogo senza avere in mano certezze rispetto alla strategia finanziaria da sviluppare. Sui tavoli romani, per esempio, si sta lavorando a un emendamento per permettere ai comuni in dissesto di dilazionare in più anni il disavanzo di bilancio. Ed è ancora aperta l’interlocuzione con il Viminale per un eventuale trasferimento regionale alla città.
La convocazione del consiglio comunale è apparsa così una forzatura. Il rimedio, un dietro front messo in piedi in tutta fretta, dopo un lungo incrocio di telefonate tra amministratori e dirigenti del centrosinistra.
In aula oggi sarebbero tra l’altro mancati gran parte dei parlamentari e degli uomini lucani del governo, ormai già impegnati altrove secondo l’agenda.
Al centrosinistra non resta che una nuova seduta di analisi interna sulle responsabilità e i toni dell’accaduto. Al centrodestra, invece, l’attacco alla superficialità degli avversari.
E i cittadini? A proposito della partecipazione tanto invocata, difficile pensare che sarebbero stati parte del dibattito (e del progetto di città che ne sarebbe scaturito) con un consiglio comunale convocato neanche una giornata prima del suono della campanella. Meno male quasi che è stato rinviato.

s.lorusso@luedi.it

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