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Scontro politico su Matera 2019
Adduce: «Siamo contro i restauratori»

Basilicata

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MATERA - Per lanciare i primi segnali di campagna elettorale Salvatore Adduce sceglie i lavori conclusivi dell’European communication of the Capitals, il convegno che per due giorni ha riunito nella città dei sassi Capitali europee della cultura, passati, presenti e future.
Davanti ad una platea che si aspetta riferimenti alla comunicazione ai tempi della generazione digitale, il sindaco uscente e ricandidato parla della vittoria della città e dice: «Su questa vicenda si stanno consumando scontri di carattere politico». Non è un mistero. Il mantra di queste prime settimane, delle prove tecniche di campagna elettorale conduceva dritto dritto a Matera 2019.
D’altronde Adduce è consapevole di una sorta di dazio da pagare: «Non vedo nessuna operazione seriamente riformatrice - dice - che non abbia fieri oppositori », ma avverte: «Siamo contro i restauratori, tranne quelli delle opere d’arte - si affretta a chiarire».
Quella organizzata in questi anni, costruendo la candidatura di Matera a Capitale europea della cultura, sostiene Adduce: «E’ una operazione politica, con il suo cuore pulsante. I cittadini saranno chiamati a svolgere la funzione principale; sono contrario a identificare questa parola con un ammasso indistinto - prosegue Adduce, anticipando quasi un appello ai materani - Per me sono ingegneri, architetti, geometri, spazzini, casalinghe, studenti. Abbiamo molto da raccontare, molto da condividere».
Ringrazia tutti e si trasferisce per qualche minuto a Palazzo Lanfranchi dove Prefetto, Questore, vice capo della Polizia e vice ministro all’Interno lo attendono per parlare di legalità ai ragazzi.
Nella sala convegni della Mediateca intanto le sue parole danno vita a qualche commento.
Il basso profilo deciso in queste settimane (e non ancora del tutto abbandonato) comincia dunque a dissiparsi quando si sfiora l’argomento a lui più caro (e se vogliamo anche quello per il quale ha condotto la sua personale battaglia verso la ri candidatura): Matera 2019.
Il tema offre al sindaco due volti della stessa medaglia: da un lato quella della vittoria ottenuta, del risultato portato a casa, dall’altro c’è al contrario un lungo elenco di progetti da realizzare, scelte non condivise attorno ai quali gli avversari nella corsa alle comunali affilano le armi.
Lo dimostrano, ad esempio, le parole di Saverio Vizziello ex direttore del Conservatorio Duni e candidato alle comunali nella lista che fa capo a Vincenzo santochirico che in una lettera aperta scrive, tra l’altro: «Per arrivare a questa vittoria quanto di nostro ci abbiamo messo e quanto è stato preso in prestito da competenze esterne per mancanza di fiducia in quelle già abbondantemente presenti a livello locale?».
Ecco un’altra delle onte mai perdonate al sindaco uscente: nomi provenienti da altre realtà cui il Mezzogiorno di De Martino e di Scotellaro dicevano, forse, poco?
Sarà questo un altro dei temi di scontro della campagna elettorale? Poco è ancora dato sapere e immaginare che si stiano affilando le armi, non rende onore alle forze in campo dalle quali la città attende temi, progetti, concretezza.
I prossimi cinque anni richiedono un lavoro infaticabile, con un obiettivo preciso in cui la vittoria ottenuta è solo l’inizio.
La ricostruzione etica, politica, intellettuale ed economica passa da talmente tante variabili da richiedere un impegno a 360 gradi e esempi concreti cui nessuno si deve sottrarre.
E a quanto pare il ricorso a vele pubblicitarie, manifesti a caratteri cubitali e slogan non è più sufficiente.

a.ciervo@luedi.it

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