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«Sosterrò Adduce sarò leale al partito»
Luca Braia sulle elezioni a Matera

Basilicata

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MATERA - All’inaugurazione del comitato elettorale di Salvatore Adduce, la sua assenza non è passata inosservata.
Luca Braia, però smorza i toni, getta acqua sul fuoco.
«Sabato sera mi è arrivato un sms da Salvatore Adduce, ma io avevo già preso impegni e non potevo annullarli».
L’invito che il sindaco di Matera ha rivolto in apertura dell’incontro all’onorevole Antezza («Questa è la tua casa»), lo ha colpito particolarmente.
«Mi sarei sentito a casa mia in tutti i casi, anche senza che lo avesse detto Salvatore Adduce - spiega - ma in questa casa deve entrare aria nuova, bisogna rinnovare qyasu tutto, abbattere pareti, sostituire gli infissi, evitare le correnti ed eliminare scritte e ragnatele».
Il vero tema, comunque, è quello mai risolto dei problemi interni al Pd materano e che Braia non ha problemi a commentare.
«Sono due settimane di totale assenza - dice - Nell’assemblea cittadina avevo detto alcune cose importanti su cui era stato preso un impegno ma in riferimento al quale ad oggi non si vede ancora nulla».
Nonostante tutto, Braia conferma il suo sostegno politico nei confronti del partito «In cui mi sono impegnato, di cui ho fatto parte candidandomi anche alla direzione regionale ottenendo 3000 preferenze.
Tutto posso fare - aggiunge - ma non venir meno a regole e indicazioni che arrivano dal partito. Sia la segreteria cittadina che regionale hanno preso impegni importanti anche su cambiamenti interni - chiarisce.
Abbiamo preso atto dell’indicazione sulla candidatura di Salvatore Adduce che sosterrò, non verrò meno al mio impegno leale».
Non fa mistero, però, del percorso accidentato che ha portato a questa scelta e che ha impegnato la direzione cittadina per settimane in un tira e molla estenuante, concluso con un accordo più o meno unanime.
«Ci sono cose che non sono state fatte bene in questo percorso e ancora oggi non si vedono, a due settimane dalla presentazione delle liste, cambiamenti di traiettoria.
La nota di Dino Paradiso e le dichiarazioni di Piero Lacorazza - prosegue - disegnano un quadro che non è proprio il massimo per un partito che sta affrontando la campagna elettorale. Su tutto questo non possiamo chiudere gli occhi, ma non mi va in questo momento di alimentare polemiche. La strategia che ho scelto è di non tacere nulla, ma di farlo in maniera propositiva, costruttiva provando a dare il mio contributo nella classe dirigente.
Stiamo lavorando per l’unità con un’aspettativa che riguarda il partito regionale, perchè quello cittadino è in stand by e bisogna dare segni evidenti. Bisogna fare sintesi e con il passare dei giorni non vedo segnali».
Per Luca Braia, assessore annunciato nella nuova giunta Pittella, questi giorni rappresentano un’attesa?
«Marcello Pittella ha detto alcune cose che considero emblematiche, ha esposto la situazione, si è assunto la responsabilità all’inizio della consiliatura.
Oggi sostiene che è arrivato il momento di aprire una seconda fase. L’invito che ha fatto alla maggioranza del partito è stato chiaro: bisogna creare le condizioni per creare una squadra che abbia rilevanza più politica di quella esclusivamente tecnica come è quella attuale.
Oggi il presidente ha le sue buone ragioni per varare un assetto più stabile e con relazione più compiuta con il territorio. In questa fase è un passaggio che servirebbe a tutti. Spetta tutto a lui e al segretario regionale del Partito democratico, Antonio Luongo».

 

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