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Il bilancio della speranza
Dopo il dissesto, il Comune mette mano ai conti

Basilicata

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POTENZA - Sono talmente tante le condizioni da incastrare e da far andare in porto che il bilancio di previsione del Comune di Potenza al momento sembra far leva sulla speranza.
L’esame della relazione introduttiva al conto economico del 2015 e del triennio 2014-2016 fa capire subito una cosa: mentre la macchina amministrativa sarà impegnata a limare i conti dell’ente, la politica dovrà impegnarsi in una operazione di moral suasion tra tavoli regionali e romani.
A decidere il destino dei conti di Potenza ci sono infatti alcune previsioni normative al momento solo abbozzate o in discussione tra via Verrastro, Parlamento e Palazzo Chigi.
La premessa è ormai nota: il Comune di Potenza deve approvare entro il 29 aprile una proposta di bilancio di previsione in pareggio. L’obbligo è conseguenza del dissesto approvato lo scorso 20 novembre: il Comune dovrà riuscire a colmare il disavanzo del 2014 (stimato in oltre 26 milioni di euro), più una quota parte del disavanzo 2014, più quello che viene chiamato lo «sbilancio» tra entrate e uscite del Municipio.
Al trend del saldo negativo costante negli anni, si è aggiunto lo sforamento del patto di stabilità che all’ente potentino costa una “multa” da parte dello Stato di quasi 11 milioni di euro.
Nonostante i tagli ai servizi, la compressione della spesa e nuove entrate da tributi e regolamenti come quello pubblicitario, la cifra da coprire per arrivare al pareggio di bilancio è elevata, stimata in 42 milioni euro in due anni.
È questa la cifra che secondo la bozza di bilancio di previsione dovrebbe arrivare dalla Regione Basilicata. Il testo è allo studio della seconda commissione di piazza Matteotti, poi passerà al consiglio comunale.
Ecco qui il primo nodo dell’intreccio di condizioni da mettere a sistema. Qualunque cifra la Regione possa concedere, un semplice impegno politico non basterebbe. L’esecutivo regionale dovrebbe approvare una delibera di giunta con l’impegno a finanziare il capoluogo. Ma poi la promessa dovrebbe essere concretizzata dall’organo legislativo: il consiglio regionale dovrebbe ratificare l’impegno nell’assestamento di bilancio in estate.
Sempre che la politica regionale sia d’accordo con il provvedimento salva-Potenza.
Così, si arriva a un altro punto da definire. Se la scadenza per il Comune è fissata ad aprile, come poter aspettare (l’eventuale) ratifica di un finanziamento in sede di assestamento regionale in estate?
Il consiglio comunale entro aprile dovrà approvare una proposta di bilancio riequilibrato che poi il Viminale dovrà valutare. I funzionari del ministero si prenderanno del tempo, non meno di tre, quattro mesi. Nel frattempo l’impegno previsto potrebbe essersi trasformato in sostanza.
Non è tutto. Il tempo potrebbe diventare un’ulteriore carta a favore di Palazzo di Città. È allo studio di Palazzo Chigi un decreto legge per la modifica del testo unico sugli enti locali. Gli amministratori potentini, attraverso le dirigenze politiche nazionali, si sono fatti promotori di un emendamento per allungare a cinque anni il tempo per recuperare il disavanzo di un comune capoluogo in dissesto.
Se passasse questa norma - che pare a Roma sia stata caldeggiata dallo stesso Governo - il Comune di Potenza potrebbe rivedere il proprio bilancio in modo più sostenibile. Il trasferimento della Regione potrebbe essere infatti dilazionato su più annualità, con sforzo finanziario minore.
Non solo su quest’ultimo fronte, però, l’aspettativa è legata alla pressione politica bipartisan degli amministratori locali e dei partiti a livello romano. Un altro punto in discussione riguarda la multa per lo sforamento del patto di stabilità. Da anni è consuetudine del ministero degli Interni abbattere la sanzione per gli enti locali al 3 per cento delle entrate correnti. Di più, quest’anno sembra che Palazzo Chigi, stia valutando l’ipotesi di richiedere un pagamento del solo 10% della sanzione da sforamento. Il Comune di Potenza, così, dovrebbe pagare solo un milione di euro, invece che 11. Di conseguenza il trasferimento della Regione Basilicata sarebbe abbattuto di dieci milioni.
Accanto alle cifre da analizzare, tra spese e incassi, su queste ipotesi decisamente più politiche è cominciata la discussione sul bilancio di previsione del Comune capoluogo. Un gioco di incastri, aspettative e previsioni, più o meno solide, quasi un effetto domino. Per ora sono aspettative messe in fila a base del ragionamento. Poi, poi si vedrà.

s.lorusso@luedi.it

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