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La Basilicata perde il capogruppo
e acquista il leader anti-Renzi

Basilicata

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POTENZA - Alla fine lo ha fatto. Era nell’aria. Il Quotidiano lo aveva già anticipato martedì scorso (prima di tutti). Roberto Speranza non è più il capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati.
Questo è certo. Il resto è tutto da scrivere. Le ipotesi e le ricostruzioni politiche della vicenda si inseguono. Le ricadute comunque sono ancora di difficile intepretazione. C’è chi parla già di voto anticipato perchè Renzi rischia di non avere più i numeri in Parlamento. E chi parla semplicemente di una mossa azzardata del lucano Speranza perchè tanto alla fine il premier ce la farà di nuovo a vincere e mettere tutti gli altri in scacco.
Si vedrà. Per la cronaca, c’è da registrare che Renzi ieri prima di partire per gli Stati uniti ha chiesto a Speranza di ripensarci. Glie lo ha fatto chiedere anche da alcuni fedelissimi. Ma il lucano sembra irremovibile anche perchè ora è in gioco anche la stessa credibilità. Non solo politica.
Anche perchè, a dirla tutta, Renzi non è sembrato proprio così rammaricato. Insomma il “caterpilar” Renzi va per la sua strada ed è sempre più convinto che alla fine la Riforma elettorale passerà in Parlamento. Magari tra un mese ma passerà.
E a leggere i commenti della stampa nazionale potrebbe essere così, tanto più che lo stesso Speranza ha “giurato” comunque fedeltà al partito. Ma è una partita che verrà. Sta di fatto che da mercoledì sera Speranza oltre ad aver assunto in maniera netta la leadership di Area Riformista (l’area fino a ieri più dialogante con Renzi della minoranza dem) ha amplificato enormemente la propria agibilità politica. Insomma si candida ad essere l’anti Renzi.
Per l’Huffingtonpost, il deputato lucano mercoledì sera ha iniziato la corsa verso la candidatura a segretario del Partito per il congresso che verrà. Sarà così? E’ troppo presto per prevedere dinamiche a lunga scadenza in un partito che ha abituato a colpi di scena uno dietro l’altro. Ma di certo per stringere il campo, la Basilicata “perde” un capogruppo e guadagna un leader di una corrente nazionale.
Cosa cambia per il resto? Per la Basilicata poco o niente. In fondo la classe dirigente lucana del Pd è la stessa da un paio di lustri. A differenza del dinamismo nazionale. E quindi è probabile che quello che valeva la scorsa settimane negli equilibri regionali dem varrà anche tra una settimana.
Ovviamente ora i renziani lucani a partire dal presidente della Regione, Marcello Pittella, nelle trattative con Speranza non hanno più il capogruppo della Camera che di riffa o di raffa comunque doveva dialogare con Renzi.
Oggi Speranza dovrà essere coerente più con quelli che gli riconoscono il ruolo di guida antirenziana che con lo stesso premier. E quindi qualcosa potrebbe cambiare.
Ammesso che quell’asse regionale Speranza - Pittella fosse realmente stato imbastito. Che questa novità possa comunque incidere con la formazione della giunta regionale a cui Pittella è chiamato dopo l’apertura del rimpasto pare difficile.
In fondo due postazioni chiedevano prima i non renziani e due ne continueranno a chiedere. Magari si modificherà il tipo di interlocuzione. Perchè Speranza di certo inizierà a costruire Area Riformista anche in Basilicata (non a caso ieri lo speranziano Molinari ha subito lanciato il tema) e i vari Folino, Luongo, Bubbico, Lacorazza insieme a pezzi importanti dell’ex Margherita potrebbero avere di nuovo un motivo per stare tutti insieme.

sal.san.

 

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