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Adduce: «Di nuovo in campo
per finire quello che ho iniziato»

Basilicata

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MATERA - Pochi minuti prima che cominciasse il suo incontro con i cittadini, Salvatore Adduce ha sostato davanti all’ingresso del cinema comunale chiacchierando con amici e materani.
Come per magia, accanto a lui, sono apparsi due venditori ambulanti di coltelli in ceramica apprezzati perchè particolarmente affilati. Il caso ha voluto che l’incontro elettorale del primo cittadino di Matera, ricandidato alle comunali del 31 maggio, incrociasse quello di due cittadini stranieri che per sbarcare il lunario vendevano a prezzo modico utensili taglienti come possono esserlo le parole di un avversario politico.
A scanso di equivoci il diretto interessato alcuni minuti dopo dal palco spiegherà le ragioni della sue decisione di tornare a confrontarsi con le urne: «Non sono ancora soddisfatto, c’è ancora da fare. In caso contrario avrei potuto andare a casa». In quanto poi al tema “anagrafico” che a margine sta riscaldando la campagna elettorale Adduce invita la generazione dei trentenni a farsi avanti: «Ci dovete cacciare - dice. Il gruppo di lavoro che in questi giorni ha raccolto suggerimenti, idee e proposte dei cittadini che il sindaco ha incontrato da lunedì a venerdì scorso nei cosiddetti “incontri del tramezzino” ha messo a punto alcuni temi forti che faranno parte del programma elettorale. I risultati sono stati illustrati ieri da Marianella Sclavi, esperta di etnografia urbana al Politecnico e Agnese Bertello. Spiacevole la gaffe sui “materesi” (e per questo la sociologa ha vinto un soggiorno in città per apprezzarne i cittadini “materani”) ma interessante e stimolante il lavoro presentato che dovrà a tutti i costi diventare progetto di costruzione della nuova comunità. «Bisogna continuare a progettare - ha detto il futuro con un’amministrazione capace di dialogo con i cittadini». Ai materani in questi giorni è stato chiesto tra l’altro cosa piace loro della città e come insegnò Nanni Loy con la sua rubrica tv “Il rododendro”, cosa rode l’animo del cittadino medio. Ciò che è emerso dotrebbe essere la città dei prossimi anni, mossa lungo quattro direttrici: viabilità, ospitalità e accoglienza riqualificazione dei quartieri popolari e riorganizzazione del sistema turistico. Illegalità diffusa fra b&b e guide, biglietto unico per l’intero patrimonio vulturale, una migliore comunicazione istituzionale, formazione per amministratori, dirigenti e operatori pubblici collegamenti rapidi in treno per Bari, metro leggera, più piste ciclabili e bike sharing, parchi di quartiere, centri di aggregazione per volontari e anziani, visibilità e decoro per l’intera città, spazi per attività sportive nel verde. ad aggiungere altri temi ci hanno pensato Marco Liuzzi, barese che vive a a Matera da 13 anni e Antonello Laforese studente di architettura. «Perchè abbiamo ancora problema nei collegamenti con altre aree - ha chiesto il primo riaprendo il tema della ferrovia. In quanto, poi all’università, Laforese ha sottolineato aspetti come il completamento di campus e studentato, una mensa adeguata alle esigenze degli universitari e tariffe agevolate per i servizi sportivi. Un’intesa ad hoc con i proprietari di abitazioni, sarebbe un altro strumento di fondamentale importanza. Come ignorare elementi così importanti che danno voce alla città? Adduce spiega, punto per punto, quali strumenti ha l’amministrazione per occuparsene, per trasformare i parchi in un Central park alla materana, lo stadio in un’area sportiva polifunzionale, piazza della Visitazione in giardino con parcheggio sotterraneo. Qualche giorno fa si era definito«Renziano, prima di Renzi», ieri le slide presentate qualche sospetto l’hanno fatto venire, ma le voci e i volti dei cittadini intervistati nel video di presentazione, confermano. Non siamo a Firenze, ma a Matera, capitale europea della cultura nel 2019.

a.ciervo@luedi.it

 

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