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Ecatombe in mare: oltre 700 morti
Pittella rilancia sull'accoglienza ma è polemica

Basilicata

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NEL giorno dell’ennesima tragedia in mare, il governatore Pittella rilancia l'idea di una Basilicata “regione pilota” in fatto di accoglienza, con il raddoppio il numero dei migranti da ospitare, scatenando un dibattito dai toni molto accesi, anche in terra lucana. Il presidente della Regione aveva lanciato la sua proposta già nei giorni scorsi: diventare riferimento in Italia e nel Mezzogiorno, grazie ad un grande piano di accoglienza di lavoratori, rifugiati e minori. Attraverso la costituzione di un organismo di coordinamento e una nuova legge regionale che – ha fatto sapere - “ci apprestiamo a discutere”.
Poi, ieri, alla notizia della nuova ecatombe nel mar Mediterraneo che conta ormai 700 morti (“un incubo per il quale non basta chiudere gli occhi”, commenterà lui) - il rilancio di quella che è un’idea destinata a far discutere: «La Basilicata deve mettere alla prova il suo essere regione "accogliente", con politiche di integrazione che sappiano rendere le persone accolte delle risorse e non un problema per le comunità locali». Non senza una precisazione: «Questo intento non sostituisce di certo il mio interesse primario nei confronti dei lucani e della loro richiesta di lavoro, di sussidio e di sviluppo». Ma le parole del presidente rimbalzano sui social network e accendono la miccia. Con un coro di voci contrarie e inferocite. Certo, non solo quelle. Ma il fronte di coloro che discordano, com’era facile aspettarsi, è massiccio. Su facebook commenta anche il dirigente di Fratelli d'Italia e consigliere provinciale, Donato Ramunno. «La cosa peggiore che si possa fare», chiosa senza mezzi termini, spiegando che equivarrebbe a «infondere una bugiarda speranza che si trasforma in condanna a morte o vita di stenti».
In linea quanto sostenuto a livello nazionale dal partito di Meloni, individua un'altra soluzione: «Bisogna intervenire militarmente e ed impedite che migliaia di disperati si mettano in viaggio». Il consigliere auspica l'intervento dell'Europa.
E intanto, sulle dichiarazioni del presidente, fa sentire la propria voce anche il comitato regionale “Noi con Salvini per la Basilicata”. Per il movimento che ha il suo riferimento nel leader della Lega Nord «i richiami all'Europa, in termini di responsabilità condivise, non bastano più se non a lavarsi la coscienza». Poi una netta bocciatura alla linea espressa dal governatore lucano: «Respingiamo in assoluto la proposta del Presidente Pittella di aumentare l'offerta di posti agli extracomunitari in Basilicata. Un finto buonismo, artefice uno degli artefici delle ormai migliaia di morti».
Sempre da facebook, il coordinatore regionale, Carlo Glinni tuona: «La Basilicata ha bisogno di essere aiutata non di aiutare. Una follia. I soldi, ammesso che ci sono, devono essere impegnati in altri progetti. I lucani sono esasperati».
Il comitato lucano respinge le accuse di sciacallaggio, razzismo ed estremismo rivolte a Salvini.
«All'Europa non interessa né fermare queste stragi, né tantomeno aiutare l’Italia». Pongono il problema della contaminazione tra l’immigrazione e il terrorismo e del sistema di accoglienza “al collasso”. Per questo “non c’è altra soluzione se non il blocco navale”.
Ma non ci sono solo voci contrarie. E ad accogliere favorevolmente l’impegno del presidente Pittella è la Dc Libertas di Giuseppe Potenza, che dice: «Bisogna intensificare ogni iniziativa che punti ad ospitare ed integrare immigrati proprio come quelli che fuggendo dai propri Paesi, come ha detto Papa Francesco, cercavano una vita migliore ed hanno trovato la morte». L’Anisap, associazione delle strutture sanitarie private, si mette subito in gioco annunciando 2.000 prestazioni gratuite in regione per gli eventuali nuovi migranti i arrivo. Alla fine di una giornata di pesante lutto, le divergenze restano più radicate che mai.

m.labanca@luedi.it

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