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La crisi al Comune
Resa dei conti in Consiglio

Basilicata

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POTENZA - Ancora una volta è tutta una questione di tempi: il Consiglio comunale di Potenza deve approvare il bilancio perfettamente riequilibrato entro il 29 aprile, ma il Governo ha quattro mesi a disposizione per emanare il decreto legge che potrebbe salvare la città dal commissariamento.
La soluzione potrebbe passare da un atto di impegno della Giunta regionale. Almeno secondo la seconda Commissione consiliare permanente del Comune che al termine della seduta di ieri mattina, dopo aver ascoltato i pareri del Collegio dei revisori dei Conti e del dirigente del Bilancio, ha fatto richiesta formale di una delibera di giunta regionale.
In pratica, l’esecutivo guidato da Pittella dovrebbe indicare nell’atto ufficiale la disponibilità al trasferimento dei 42 milioni necessari, non più in due ma in quattro tranche, subordinandola all’approvazione del decreto del Governo.
Questo consentirebbe a Potenza di mettersi in regola entro la scadenza di fine aprile. E rinviare la questione di quattro mesi: se Roma approverà il decreto di modifica al Testo unico degli enti locali, consentendo di riequilibrare i debiti in quattro anni e non più in due, allora la consiliatura andrebbe avanti. In caso contrario, invece, l’arrivo del commissario sarebbe definitivamente inevitabile.
Un’operazione non certo delle più semplici e sicure, ma che al momento rimane l’unica praticabile.
La delibera di Giunta - precisano comunque il presidente della commissione comunale, Felice Scarano e il dirigente del Bilancio, Muscatiello - non equivarrebbe a un impegno economico automatico da parte della Regione. Affinché il ministero dell’Interno possa ritenere a tutti gli effetti valido il documento, sarà necessario un provvedimento che dovrà varare il Consiglio regionale, entro i 4 mesi successivi alla consegna del Bilancio stabilmente riequilibrato.
In vista della scadenza prossima del 29, sarebbe sufficiente il solo atto di indirizzo della Giunta di via Anzio. Il presidente del collegio, Enrico Larocca, ha sottolineato anche che, data l’attuale situazione economico-finanziaria dell’Ente, anche il commissario che dovesse eventualmente essere nominato a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale, «avrebbe oggettive difficoltà a riportare i conti in pareggio, in assenza del provvedimento governativo».
E comunque il percorso sarebbe stato già condiviso con gli uffici regionali. Ma la vera prova del nove per comprendere se Potenza abbia o meno ancora la possibilità di evitare l’arrivo del commissario, ci sarà questa mattina.
La speciale seduta aperta di Consiglio comunale vedrà anche la partecipazione, in veste ufficiale, del viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico. Un’assemblea che si preannuncia infuocata e che sarà una sorta di resa dei conti tra le varie forze presenti in Consiglio. Anche all’interno dello stesso partito democratico che potrebbe far registrare posizioni diverse. La presenza del viceministro servirà comunque a fare maggiore chiarezza su quale sia l’iter istituzionale da dover seguire nella situazione complicatissima in cui versa Potenza. E anche a comprendere se ci sia una reale possibilità concreta di salvare il salvabile.

m.labanca@luedi.it

 

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