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Partito democratico
Cifarelli scongiura gli «abbracci a destra»

Basilicata

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MATERA - Roberto Cifarelli non appartiene certo alla generazione 2.0 del Pd ma a quella che nel partito ha messo piede da ragazzo, frequentando i circoli cittadini rionali.
L’esperienza gli ha insegnato che in politica per vivere a lungo è necessario utilizzare la dose giusta di esternazioni.
E Roberto Cifarelli ne ha fatto il suo mantra.
Negli anni, nemmeno quando era presidente dell’Ente Parco della Murgia, ha mai ecceduto più del dovuto.

Non lo ha fatto neanche quando, capo di gabinetto del sindaco Adduce, fu coinvolto in un’inchiesta sulla compravendita di suoli, da cui poi uscì assolto.
Ieri, però, contravvenendo alla capacità di condensare in poche parole il suo pensiero, affidandolo a eufemismi e riferimenti simbolici, Roberto Cifarelli ha riassunto in poche frasi il senso del clima che il Pd sta vivendo e che nella campagna elettorale materana vede il proprio ago della bilancia.
«Penso a Roberto Speranza e alla fase politica che il Pd sta attraversando a livello nazionale e non solo.
E dico che essere in disaccordo - prosegue - è nelle cose. Tutti possiamo avere punti di vista diversi sui metodi, a volte anche sui contenuti, ma sull’obiettivo no».
E subito , il capogruppo del Pd alla Regione lancia un messaggio diretto, chiaro e inequivocabile e quelle anime del Partito democratico che hanno preso altre strade, scegliendo percorsi in netto contrasto con quelli che conducono alla ricandidatura di Salvatore Adduce.
« Ai dirigenti del Pd materano che stanno per praticare un abbraccio mortale con la destra dico di riflettere sul valore di una scelta che non aiuta il nostro partito: le battaglie si fanno responsabilmente all’interno! Pensiamoci tutti».
Il post di Roberto Cifarelli chiarisce ulteriormente, qualora ce ne fosse, bisogno, il clima che le ultime ore stanno consegnando alla città.
A una settimana dalla presentazione delle liste elettorali, si cominciano a serrare le fila, ci si comincia a contare, ma soprattutto ci si comincia a guardare attorno.
Non è un mistero che, per il Pd, Matera sia un vero e proprio banco di prova e non solo nel contesto più ampio che fa quattro anni la vedrà rappresentare la cultura europea, ma anche perchè è qui che il partito può far valere metodi e logiche che descrivano il Pd dei prossimi anni.
Un’impresa niente male, quasi come vincere la sfida fra città per il 2019.

a.ciervo@luedi.it

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