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Da quale cilindro uscirà il Salva Potenza?
E' già scontro sulla paternità di un eventuale risultato

Basilicata

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POTENZA - Che Potenza riesca a evitare lo scioglimento del Consiglio e l’arrivo del commissario prefettizio non è affatto certo. «Ma ho la ragionevole fiducia che dal Governo possa arrivare la modifica a cui è legato il destino della città». Parola di Filippo Bubbico, che nella seduta di consiglio comunale aperto, di ieri mattina, parla da tecnico, più che da politico, quando illustra quelli che ad oggi sono i possibili scenari per il capoluogo. E in qualità di viceministro dell’Interno spiega che tutto è legato al decreto legge sugli enti locali, atteso da tempo, ma non ancora deliberato dal Consiglio dei ministri. Fondamentale per il Comune che potrebbe così programmare il risanamento del debito in cinque e non in tre anni.
Parla non solo a consiglieri e assessori potentini, ma a un’assemblea delle grandi occasioni. Partecipata dei massimi rappresentanti istituzionali lucani: dal sottosegretario De Filippo, all’ormai ex capogruppo Pd Speranza, passando ai colleghi parlamentari Margiotta e Latronico. Nell’aula di via Nazario Sauro, anche diversi consiglieri regionali e provinciali, compreso il presidente Valluzzi. Il governatore Pittella - prima impegnato in Prefettura - si è unito ai lavori a metà mattinata, per chiudere tutti gli interventi. Tutti accorsi al capezzale del malato, prima che rimanga solo l’estrema unzione. E, in effetti, il «game over» (così lo chiama il senatore Margiotta) Potenza l’ha sfiorato e continua a sfiorarlo. A meno che non vada in porto la soluzione illustrata dal vice di Alfano. «Ci proveremo - dice il sindaco De Luca - non per salvare le poltrone, ma per salvare Potenza. Che ci siano questi consiglieri o altri, la città senza aiuto esterno non può farcela. Nemmeno con l’arrivo del commissario e poi di un nuovo sindaco». «Un atto di responsabilità», dunque, che rimane l’ultima carta da giocare. «Perché - dice Margiotta - immaginate cosa accadrebbe se non facessimo questo tentativo, e il decreto venisse approvato, magari tra quindici giorni». Ecco cosa quindi deve fare il Comune: il bilancio riequilibrato da approvare entro il 29 aprile sarà redatto prevedendo il prolungamento dei tempi, anche se la normativa ancora non lo prevede. E sperare che quando arrivi al vaglio del Ministero il decreto sia stato già emanato. Questo, chiaramente - precisa il viceministro - di fronte a «una solida ipotesi di riequilibrio». Insomma, il documento di risanamento deve avere una base «credibile». E per far capire cosa intenda, Bubbico fa anche una battuta: «Di certo non si potranno scrivere future vincite al totocalcio». Se poi il decreto dovesse arrivare, «il bilancio sarebbe perfettamente compatibile con la normativa».
In caso contrario, si aprirebbe una nuova interlocuzione tra Ministero e in Comune che quasi certamente porterebbe al commissariamento.
L’altra buona notizia il viceministro la dà prefigurando la possibilità di una riduzione della sanzione dovuta allo sforamento del Patto di stabilità, in proporzione ai minori trasferimenti statali ricevuti dall’amministrazione.
Per dirla con le parole del presidente Pittella, che interverrà solo a fine assemblea, «stiamo provando a entrare nella cruna dell’ago, perché è l’unica che ci consenta di guardare una prospettiva». Insomma, la Regione la propria disponibilità l’ha data: allungando l’arco temporale entro cui appianare il debito, l’Ente di viale Verrastro potrà spalmare i trasferimenti in più tranche. Ma Pittella ci tiene a precisarlo: «Se la Regione si è detta indisponibile a erogare 42 milioni in due anni, non è per mancanza di volontà, ma perché di fatto è impossibile. Nessun presidente avrebbe potuto garantire un intervento così massiccio». Il governatore rispedisce al mittente le accuse rivoltegli di aver abbandonato la città al proprio destino (a suo sostegno usa parola ancora più esplicite il senatore Margiotta). E aggiunge: «Che questa consiliatura rimanga in piedi o meno, la Regione comunque non farà mancare il sostegno al capoluogo per garantire i servizi essenziali. Ma ricorda pure che - e coglie l’occasione per bacchettare chi fa della vicenda un campo di gioco su cui confrontarsi con tifi da stadio - se sarà possibile rintracciare risorse da utilizzare per questa causa «è anche merito dei risultati ottenuti in questi mesi»: rimodulazione della card carburanti e il fondo derivante dall’Ires. Risorse fresche che consentono di destinare i soldi liberati su altri obiettivi. Come il “salva Potenza”, appunto.
A riconoscere l’impegno di Pittella, è anche lo stesso sindaco De Luca. Che lancia l’ennesimo accorato appello: «Quella di Potenza è una causa che riguarda tutti i lucani. Se muore il capoluogo, muore anche la Regione - aggiunge il primo cittadino - Senza aiuti esterni adeguati, si rischia di perdere anche la partita dei fondi europei. E questo non lo possiamo permettere. Le responsabilità sarebbero gravi da parte di tutti».
Le buone intenzioni ci sono. Senza dimenticare, però, che la partita dipende interamente da Roma. E’ chiaro, quindi, che la causa potentina, piccolo capoluogo della periferia italiana, avrà bisogno di una forte operazione di pressing. Impegno che ieri è stato confermato da tutti i parlamentari e gli autorevoli esponenti di Governo presenti. L’impresa, comunque, resta titanica: la modifica del testo unico sugli enti locali a cui Potenza si aggrappa, tiene dentro anche altri capitoli non proprio graditi a Renzi. Bubbico vuole anche precisare che l’operazione non avrebbe comunque conseguenze sulle casse statali. Ammette che gli uffici ministeriali temono che con il prolungamento dei tempi di rientro per aggiustare i conti, non ci sia poi un effetto reale sul bilancio. «Ma noi opporemo - aggiunge il viceministro - che potrebbero essere rafforzati i meccanismi di controllo per scongiurare questo rischio».
Che il decreto vada in porto o meno, la via seguita sarà comunque questa. Il bilancio verrà predisposto dal Comune come se le modifiche normative fossero già in vigore. Da qui a un mese, quando il Ministero si pronuncerà sul documento, si capirà se la strada è davvero quella giusta. Stesso termine che il Consiglio comunale allargato si è dato - su proposta del presidente Pittella - per un aggiornamento sulle vicende complesse del capoluogo.

m.labanca@luedi.it

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