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Toni accesi ma non troppo
Rinviata la caccia alle responsabilità

Basilicata

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NON c’è stato quel regolamento di conti che pure era legittimo attendersi. A eccezione di qualche scambio di battute dai toni più accesi tra il consigliere provinciale, Donato Ramunno, e il consigliere comunale Roberto Falotico, i tanti interventi si sono susseguiti senza colpi di scena. A giocare alla caccia delle responsabilità qualcuno ci ha provato ma senza troppo successo. «Rimandiamole ad altra occasione - ha detto a un certo punto il presidente Pittella - mentre oggi lasciamo spazio ai temi dell’emergenza». In aula anche l’ex sindaco Santarsiero che è rimasto seduto al lato sinistro dell’aula, senza intervenire ma ascoltando in silenzio tutti gli interventi. A sgombrare il campo dai dubbi sulle intenzioni del suo stesso partito, è stato l’intervento iniziale del capogruppo, Giampiero Iudicello: «A nulla serve recriminare sulle scelte del passato, remoto e recente». E ricorda: «E’ per il bene di Potenza che 24 consiglieri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, sottoscrivendo il documento che ha convinto il sindaco De Luca a ritirare le dimissioni. Ed è con lo stesso spirito che abbiamo convocato questa seduta di Consiglio». Rivendicando l’impegno profuso in questi mesi da parte del suo gruppo, ha aggiunto: «E’ importante giocare questa partita senza tifoserie e atteggiamenti da curva».
Non rinuncia, invece, ad additare certa politica, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Savino Giannizzari. «Chi ha fatto il male di questa città non può proporsi ora come il salvatore. sarebbe come affidare le pecorelle smarrite al lupo». Resta scettico, invece, sull’operazione proposta da Bubbico, il consigliere Michele Cannizzaro: «Sinceramente resta un atto contrario alla legge. Ho i miei dubbi». E accusa la Regione di aver voltato le spalle al capoluogo, dopo aver garantito per anni «generosi trasferimenti». Ma a difendere viale Verrastro è Roberto Falotico: «Accusa ingiusta. In questo momento è importante stare tutti dalla stessa parte, ma non con chi pensa di fare della vicenda giustizialismo spiccio». Per il consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, il problema è il mancato riconoscimento del ruolo che riveste la città capoluogo, in termini di servizi erogati a tutti i lucani. Elenca una serie di problematiche, dalla Cip Zoo, alle infrastrutture e aggiunge: «Serve un trasferimento strutturato per la città. Non un aiuto straordinario da elemosinare tutti gli anni». In direzione completamente opposta, va l’intervento di Giampaolo Carretta. Accusa il centro destra di strumentalizzazione della vicenda. E torna a ripetere: «Il dissesto si poteva evitare». Arriva poi la proposta del consigliere Fernando Picerno: «I primi a essere solidali dovrebbero essere i comuni che ricevono le royalty. Potenza dovrebbe poter beneficiare delle compensazioni del petrolio». Prende la parola anche il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico. Con una premessa: «Sincerità vuole che si riconosca che il disseto non è una maledizione dal cielo, ma una condizione che si è venuta a creare negli anni a causa di un’amministrazione allegra. Il sindaco De Luca sta provando a fare chiarezza su queste problematiche in una prospettiva di risanamento e di rilancio». E assicura l’impegno in Parlamento a sollecitare il Governo nella direzione auspicata. Insiste sulla necessità di una trasferimento strutturato da parte della Regione alla città anche il consigliere regionale, Gianni Rosa. Rimarca che va riconosciuto il giusto merito a De Luca per quello che è riuscito E insinua: «Forse la Giunta di viale Verrastro, in questo anno, non si è interessata molto alla soluzione del problema». Ora, però, «deve essere il momento dei fatti, non delle buone intenzioni». Rincara al dose, l’altro esponente di Fratelli d’Italia, Donato Ramunno: «Sinceramente mi pare di aver sentito solo propositi, ma nulla di concreto».

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